FILIPPO IV, RE DI FRANCIA, IL BELLO

FILIPPO IV, re di FRANCIA, il Bello. - N. nel 1268 a Fontainebleau, m. 1811 al 29 nov. 1314. Figlio di Filippo III e d'Isabella d'Aragon, fu istruito nelle scienze dal chierico Guglielmo d'Ercuis, a cui rimase sempre grato. Nel 1284, a 16 anni, sposò Giovanna di Navarra che gli portò il Regno di Navarra e le contese di Champagne e Brie. Nel 1305 rimaneva vedovo. A 17 anni, nell'ott. del 1285, successo al padre Filippo III.
Per poter capire il giudicare il suo governo occorre conoscere la sua complessa personalità. È rimasto fino ad oggi enigmatico. La descrizione, che di lui lasciò G. Nogaret nella 6 e 7 apologia (G. Dupeyrat, Histoire ecclésiastique..., Parigi 1645, pp. 438, 518), non è che un abbellimento antistorico, un ritratto idillico di uno dei più crudeli tiranni (Renan). Mentre per gli uni egli è uno dei principali rappresentanti di un regime nazionale assolutistico, un calcolatore freddo, che persegui senza scrupoli l'antiportanza del potere regale e statale, altri lo condannano per il suo atteggiamento ostile alla Chiesa e al panno, per la sua politica esclusivamente nazionale francese, che ruppe l'unità dell'Europa cristiana. Congiunto ad una ortodossia rigida e zelante, era in lui un impulso energico di dominio che si manifestò nell'aspirazione all'indipendenza dal Papa e dall'Imperatore, nelle sue tendenze di conquista, nel mirare di sottonettersi la Chiesa francese e il panno, nel fondare l'egemonia della Francia su le basi solide in una finanza scrupolosa, sull'esercito e sulla flotta, anche in una avarizia illimitata. Solamente in questo suo doppio atteggiamento d'una ortodossia rigida e d'un'indole brutalmente tirannica, abbiamo l'intero F.

Il governo di F. appare quasi moderno. La parte che i suoi consiglieri ebbero nelle decisioni di F. è discussa. Certo i legisti laici come Pietro Flotte, Guglielmo di Nogaret, G. di Plaisian, Pietro Dubois ecc., dominati dallo spirito del diritto romano, della centralizzazione e nazionalizzazione dello Stato, confermarono ed incoraggiano il re.

La sua politica di annessione e espansione portò alla Francia, nell'ovest e nel nord, nuovi territori. La sua politica finanziaria provocò un grave conflitto con il papa Bonifacio VIII, che nella bolla Clerici laicos (25 febbr. 1296) protestò contro la tassazione del clero. Composto l'affare con la bolla Esti de statu (31 luglio 1297), il conflitto si riaperse nel 1301, quando Bonifacio VIII, per mezzo del suo legato Bernardo di Saisse, reclamò i diritti lesi della Chiesa. F. rispose dopo il ritorno di Bernardo nella sua diocesi, con la cattura e la citazione di lui alle Assise reali sotto accusa di alto tradimento. Il Papa ne chiese la sua sacerazione e convocò i prelati francesi ad un Concilio a Roma per il 19 nov. 1302, invitando anche F., con la bolla Anselma fili (5 dic. 1301), a giustificarsi davanti al Concilio.

In risposta F. radunò già il 3 febbr. 1302 a Parigi l'assemblea degli Stati generali e suscitò una tempestata di indignazione nazionale con la lettura di una bolla falsificata, Deum time, e una risposta ad essa (Scitati maxima tua fatuitas). Numerosi scrittori si scherzarono dall'una e dall'altra parte e si ebbe una ricca produzione libellistica, paragonabile quella della lite dell'investitura. Alla bolla, di decisiva importanza storica, Unam sanctam (18 nov. 1302), in cui F. fu scomunicato, risposero F. e gli stati generali francesi richiedendo la deposizione di Bonifacio VII. Seguì poco dopo l'attentato di Anagni, 7 sett. 1303, che accelerò la morte del Papa (ott. 1303). Benedetto XI assolse F. dalla scomunica. Il suo successore Clemente V, subì talmente l'influsso di F. che ritirò le bolle di Bonifacio VIII, e trasportò la residenza ad Avignone. Per evitare il processo contro il papa Bonifacio VIII, Clemente V sacrificò l'ordine del Templari al fiscalismo del re.

BIBL.: E. Boutaric, La France sous Philippe, Parigi 1861: Baudouin. Lettres de Philippe, vi 1887; R. Scholz. Publicisti zur Zeit Philipps d. Sch., Roma 1903; H. Finke. Zur Geschichte der literarischen Philipps, in Mitteilungen des Instituts f. Österr. Geschichte, 26 (1903), p. 20 ss.; K. Wenk. Philipp der Schöne von Frankreich. Seine Persönlichkeit u. das Urteil seiner Zeitgenossen, Narburgo 1903; H. Finke. Papsttum und Untergang des Tembles, räum, 2 voll., Münster u. West. 1907; G. Lizarand, Clement I. Philippe, Parigi 1900; A. Baumhauer. Ph. der Schöne und Bonifaz VIII. In ihrer Stellung zur französischen Kirche, Friburgo 1901; J. Rivière Le problème de l'Eglise et de l'Etat au temps de Philippe le Bel, Lovanio 1926; G. Digard, Philippe le Bel et de Saint-Siège (1925-1934), 2 voll., Parigi 1936 (opera principale); Du de Levis Mirepois, Philippe le Bel, 1913-1936; F. Ahlhaus. Philipp der Schöne, in LTHK, VIII. coll. 224-226; K. Bihlmeyer-H. Tuchle. Kirchengeschichte, II. Paderborn 1948, con ricca bibliografia, pp. 328 ss. e passim. Lucchesio Spätling.