RIO. — Missionario gesuita, n. a Macerata il 5 genn.
1632, m. a Macao il 15 ag. 1692. Ricevuto nel no-
viziato di Roma nel 1651, partì nel 1660 per le mis-
sioni della Cina. Molto devoto a s. Francesco Sa-
verio, di cui aveva assunto il nome dopo una guar-
zione miracolosa, si adoperò molto, nel Portogallo
ed a Macao, per rintracciare lettere del Santo, in-
serite poi nelle edizioni fatte dal p. Pietro Poussines.
Giunto in Cina nel 1663, il F. fu rettore e maestro
dei novizi a Macao (1663-70), missionario nel distretto
di Canton (1671-79), provinciale a Macao per la pro-
vincia del Giappone (1680-83), superiore a Canton (1683-
1688), visitatore per le province di Giappone e Cina
(1688-91) ed insieme, dal 1690, provinciale per il Giapp-
one. Valente sinologo, difese i suoi confratelli nella con-
troversia sui riti cinesi: Præludium ad plenum disqui-
sitionem ab honum vel mala fide impugnetur opiniones et prava-
missionariorum Societatis Iesu in regno Sinarium ad ciu-
Confucii et defunctorum pertinentes (Parigi 1700). Una
Sagitta retorta (1683), è rimasta manoscritta, come pure
molte lettere. Una lettera al Poussines è stampata nei
Monumenta Xaveriana (I, Madrid 1900, pp. 941-44).