FISHER, JOHN

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FISHER, JOHN. — Francescano e poetica albanese, n. nella Zadrima il 13 ott. 1871, m. a. Scutari il 30 dic. 1940. In Bosnia frequentò i corsi di filosofia e teologia e, ordinato sacerdote a Scutari, vi insegnò materie letterarie nelle scuole del Collegio dell'Ordine, del quale fu in seguito provinciale per l'Albania. Fu anche deputato e, nel 1921, vice presidente al Parlamento. Partecipò come segretario di legazione alla Conferenza di Parigi e, nel 1930, alla Conferenza interbalkanica di Atene. Accademico di Italia dal 1939.

Alle fatiche dei sacri ministeri e all'attività politica associò il culto della poesia, diventando rapidamente popolare tra la sua gente, del cui genio riuscì interpretare efficace. Coltivò l'epica (Laluta e Malcis [« Il lituo della montagna »], poema in trenta canti, celebrazione delle lotte sostenute dagli Albanesi contro i Montenegro [« Il lituo della montagna »], la Lanza di Maria [« La dimora delle Muse »], di centonovembre patriottico [« La storia di Anasat e Parnasit, centro delle cancellerie europee »], la drammatica (L'Albanese civili, L'Albanees civili, melodrammi in tre atti). In Valla e Parrizi son contenute liriche e drammi di argomento religioso. Traduisce gli Ituri sacri manzoniani. La sua arte unisce primitivismo e romanticismo con singolari effetti rappresentativi.

BIBL.: Acta Ord. Frat. Min., 60 (1941), pp. 66-67; At G. F., numero commemorativo pubblici a cura del p. Benedetto Dems, Tirana 1942. Enzo Navarra