FONTE

FONTE. MIRACOLO della. - Il miracolo operato da Mosè nel deserto è stato rappresentato ben presto nella primitiva arte cristiana funeraria; il patriarca percuote la roccia di Horeb e da essa sgorga l’acqua che disseta il popolo di Israele (Ex. 17, 5). Già s. Paolo insegna che Petra autem erat Christus (I Cor. 10, 4).

Questo concetto è poi ampliamente sviluppato nella letteratura cristiana antica; da S. Renzo che vede nell’acqua i fiumi dello Spirito Santo da effondrare nel popolo eletto » (Ad. Haer., 4, 33, 19; PG 7, 1082) s. Cipriano il quale afferma che » si giudei avranno sete e cerche ranno Cristo, si disseteranno presso di noi conseguendo la Grazia del Bartesimo » (Ep. 63, 8; CSEL 2, p. 706). La rappresentazione dunque del miracolo della f. è simbolo del Bartesimo e si trova già nel ciclo della cosiddetta cappella greca nel cimitero di Priscilla (Wilpert, Pitture, tav. 13); si ripete poi nei cimiteri di Callisto, di Dominica, di Pretestato, dei Giordani, nel cimitero ad una laurea, ecc., e fuori Roma anche nel cimitero detto di S. Gennaro dei poveri a Napoli. Mosè è sempre rappresentato in tunica e pallio, con la virga virtutis, imberbe nel periodo più antico; in un cubicolo del cimitero dei Giordani la scena invece che nel deserto è disposta tra due alberi (E. Josi, Le pitture virginale nel cimitero dei Giordani, in Rivista di archeol. crist., 5 [1928], pp. 188-89, fig. 3).

La scena si trova anche graffita in una lastra sepolcrale proveniente dal cimitero di Cirica (O. Marucchi, Monumenti del Museo Pio Lateranense, Milano 1910, tav. 57, n. 14), a tavolata in vetri dorati, in lamine d’avorio, in uno dei pannelli lignei della porta di S. Sabina, in guarnizioni di bronzo, in una stoffa proveniente da Almin ed ora in Vienna nel Museo per l’arte e l’industria, ecc.

In un tardo sacro di Aix c’è un gruppo di persone che si dissetano (Wilpert, Sarcofagi, tav. 97, 2).

Una tazza vitrea del sec. V scoperta in Podgoritza (Albania) offre una rozza scena del miracolo della f. con la leggenda: » Petrus virga percussit fontes coeperunt curere ». Pietro dunque è in luogo di Mosè; infatti già nel sarcofago 19 del Museo Lateranense, proveniente dalla Basilica Vaticana, si riconosce il tipo iconografico di S. Pietro, e i dissetarsi alla f. sono tre giovani in abito militare (Wilpert, Sarcofagi, tav. 9); abito pure indossato da quello che si disseta in una scena dello stesso miracolo nel cubicolo detto delle pecorelle nel cimitero di Callisto (Wilpert, Pitture, tav. 237). Il Wilpert interpretò tale scena, che ricorre così di frequente nei sarcofagi di Roma, della Gallia e della Spagna, come rappresentazione del Battesimo conferito da S. Pietro al centurione Cornelio e al suo seguito.

La scena è ripetuta anche in una lampada in bronzo del Museo archeologico di Firenze (W. Neuss, Die Kunst der alten Christen, Augusta 1926, tav. 92, fig. 184).

Bibl.: E. Becker, Das Quellwunder des Moses in der altchristlichen Kunst, Strasburgo 1909; H. Leclercq, Histoire, in DACL, XI, 11, coll. 1661-83; Wilpert, Sarcofagi, 1, pp. 108-14. Enrico Jasi