Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Agiografia Santi

FRANCESCA ROMANA, SANTA

Festa: 9 marzo

English Cita

Tavole 1

Noto anche come: Ceccolella, Franceschella; latino: Francisca Romana

FRANCESCA ROMANA, santa. - N. a Roma nel 1384 dal nobile Paolo Bussa de' Buxis de' Leoni e da Iacobella de' Roffredeschi, Ceccolella (Franceschella) fu battezzata e cresimata nella chiesa di S. Agnese allo stadio di Domiziano (Circo Agonale). Giovanissima, andò sposa a Lorenzo dei Ponziani, nel rione Trastevere. Trascorse l'adolescenza nella casa dei Bussa, in Patione, in compagnia del padre, della madre, di una sorella, Perna, e di un fratello, Simeoccio. Il quartiere, una volta contro intellettuale romano, fioriva per l'arte del manoscritto, industria redditizia, perché in Roma viveva ancora la fama medioevale di una inesauribile miniera di codici. In Ceccolella rimase vivo il ricordo e l'affetto a piccoli manoscritti di ore canoniche, o a contenuto agiografico, con le leggende sugli anacoreti del deserto, o per i codici della Commedia di Dante in piccolo formato. Di queste letture si avverte il riflesso nei canti, fioriti sulla sua bocca, quando era rapita in estasi. Come sposa e madre, nella ricca casa dei Ponziani, fu presto nota a tutto il quartiere di Trastevere che la nobile dimora si trovava presso la chiesa di S. Cecilia; ma poi da Trastevere la fama della sua carità si distese anche sui quartieri limitrofi. Le condizioni della famiglia Ponziani erano delle più fiorite. I beni del marito si valutavano oltre i dieci mila ducati; esteso e cospicuo il parentado: gli Astalli, i Santacroce, gli Orsini, gli Altieri, i Clarelli. Così ricche signore facevano parte delle consuetudini di vita di F., che, tra tutte, preferiva per affinità spirituali la cognata Vannozza Santacroce. F. vestiva sempre dimessamente, riserbando ai poveri la spese dell'abbigliamento. Ebbe dal marito tre figli: Evangelista, Agnese, Battista. Scomparsi i primi due in tenera età, rimase solo Battista, che andò sposo alla nobile Mabilia dei Papasurri.

Le vicende civili, i mali sociali e morali che restava più aspri gli ultimi tempi del grande acisma d'occidente, travolsero anche la ricca famiglia dei Ponziani. Lorenzo, che partecipò con Paolo Orsini alla difesa di Giovanni XXIII contro Ladislao di Napoli, fu crivellato di ferite e rimase minorato finché visse. Il fratello Palazzo fu esiliato; il figlio Battista fu tenuto in ostaggio sul Campidoglio, poi restituito dal conte di Troia, Peretto de' Andreis, luogotenente di Ladislao; la casa venne saccheggata per rappresaglia e i beni confiscati. Nella città infierivano la carestia e la peste. I processi che l'autorità ecclesiastica promosse subito dopo la morte di F., al fine di raccogliere testimonianze sicure sulla sua vita, resti pubblici a cura del compianto p. Placido Lugano, gettano una luce meridiana sul costume e sulle condizioni morali del popolo romano in questo disgraziato periodo della sua storia. Durante la più crudele carestia, F. aveva distribuito ai poveri tutto il grano dei grana e tutto il vino della ricca cantina della famiglia Ponziani. Agli infermi fu larga di cure, negli ospizi e ospedali di S. Cecilia, di S. Spirito in Sassia, del Camposanto presso S. Pietro, e, soprattutto, dell'ospedale prossimo alla casa dei Ponziani, detto di S. Maria in Cappella. Era sorto per la liberalità della famiglia Ponziani, con il riconoscimento di Bonifacio IX. I Ponziani dotarono l'ospedale di letti e di quanto occorre per simili istituzioni; il Papa vi unì la chiesa di S. Maria in Cappella, poi incorporò chiesa ed ospizio all'altra di S. Maria de Ponte, concedendone il giuspatronato ai membri della famiglia Ponziani. Fu questa la palestra dell'attività ceritativa di F.; che per trentacinque anni qui esercitò le opere di assistenza a poveri vecchi, infermi o senza ricovero, somministrando tutto il necessario, preparando perfino i cibi, e mantenendo un sacerdote per la loro assistenza spirituale. Oltre a ciò aveva chiamato nell'ospedale quattro dei più famosi medici della città. F., senza presumere in fatto di medicina, curava ella stessa, applicando unguenti e impiastri. Nello sue mani mezzi semplicissimi e il segno della Croce talvolta ridonavano la sanità e lenivano ogni spasimo. Per queste opere caritative il nome di F. correva lodato e benedetto in tutte le città d'Italia, tanto che ne elogiavano e magnificavano la vita dotti religiosi contemporanei, come s. Bernardino, s. Giovanni da Capistrano, e fra' Modesto degli eremiti di S. Agostino. Il 15 ag. del 1425 F. R. aveva istituito in S. Maria Nuova una compagnia di donne continenti, come oblate del monastero di Monte Oliveto. L'istituzione era stata aggregata all'Ordine dei monaci omonimi dell'abate Girolamo da Perugia, che aveva dato incarico al monaco romano Ippolito di Paolo di Nuccio di ricevere l'atto di oblazione da parte di F. e delle sue prime dieci compagne. Esse vivevano nelle proprie famiglie, esercitando a favore del popolo opere di misericordia. Dopo il marzo 1433 costituiscono una convivenza, adunandosi nella torre degli Specchi, della parrocchia di S. Andrea dei Funari, rione Campitelli. Anche F. fu con loro dopo la morte del marito (1426), ma il 9 marzo 1440 passò da questa vita nella sua casa dei Ponziani in Trastevere. I diaristi romani la ricordano come venerabile e bestissima. Il suo cadavere stette per tre giorni - super terram in ecclesia S. Marie Nove, et numquam fetuit, immo vedoluit;
et quia sanctissime vite fuit, tota civitas honoravit anum
fums.

FRANCESCA ROMANA, santa - Autenticazione dei processi da parte dei notai Enrico de Elyok e Daniele del Castro (o nov. 1455). Arch. di Tor de' Specchi, cod. perg. n. 6 canc. II, f. 110.
FRANCESCA ROMANA, santa - Autenticazione dei processi da parte dei notai Enrico de Elyok e Daniele del Castro (o nov. 1455). Arch. di Tor de' Specchi, cod. perg. n. 6 canc. II, f. 110.(da P. Lupano, I processi inediti di F. Bussa dei Ponziani, Città del Vaticano 1945, стр. 2)

La continuità della fama della sua santa vita, iniziatasi durante la sua dimora terrena, non cessò più. I miracoli avvenuti per sua intercessione, prima e dopo la morte, raggiunsero un numero ragguardevole, tanto che nei processi per la causa della canonizzazione i testimoni dissero che udito l'annuncio della morte di lei un popolo immenso trasse a rendere alla salma spontaneo e reverente omaggio, e a venerarne il sepolcro. E quel grido di ammirazione, levatosi intorno alla sua salma, non è ancora spento nel memore e devoto ricordo del popolo romano. Fu canonizzata da Paolo V il 29 maggio 1608. Festa il 9 marzo. - Vedi tav. Cl.

Bibliografia
BIBL.: P. Placido Tommaso Lugano, I processi inediti per Francesca Bussa dei Panziani (s. Francesca Romana), 1440-52, in Studi e Testi, 120. Città del Vaticano 1945. Roberto Valentini

Informazioni sulla voce

Di Roberto Valentini

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 1567–1569.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 930
vol. 5, coll. 1567–1568
Pagina 931
vol. 5, coll. 1569–1570

Altre voci di Roberto Valentini: GRAPHIA AUREAE URBIS · ITINERARI · LAZIO · MIRABILIA URBIS

Cita questa voce

Chicago

Valentini, Roberto. “Francesca Romana, santa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 1567–1569. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/francesca-romana-santa.

MLA

Valentini, Roberto. “Francesca Romana, santa.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1567–1569. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/francesca-romana-santa.

BibTeX

@incollection{ec5_francesca_romana_santa,
  author    = {Valentini, Roberto},
  title     = {Francesca Romana, santa},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {V},
  pages     = {1567--1569},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1950},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/francesca-romana-santa}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.