FRANCESCO (N. NEL 1437, M. DOPO IL 1492), FIGLIO DI QUEL SIMONE DI NANNI CHE FU AIUTO DEL GHIBERTI

FRANCESCO (n. nel 1437, m. dopo il 1492), figlio di
quel Simone di Nanni che fu aiuto del Ghiberti. Colla-
boratore forse di Desiderio da Settignano, nel Tabernolo
di S. Lorenzo, ne imitò le forme nei fregi della Beda-
fiesolana (1460-66) e nel monumento Balducci (1471-72,
S. Egidio). Per influenza del Verrocchio la sua plastica
tese ad albergarsi e ad aggrovigliarsi nel monumento fu-
nebre di Barbara Manfredi (1467-80, S. Biagio a Forlì)
e specialmente nelle figure di quello del Tartagni (S. De-
menico di Bologna), i cui elementi stilistici hanno permesso
alla critica di ricostruire l'attività dell'artista. Lo stesso
delicato eclettismo si ritrova in decorazioni eseguite nel
Palazzo Ducale di Urbino (1474-80), negli Angeli del
Tabernacolo di S. Maria di Monteleone (1483, Perugia),
nelle tombe Oliva (1485-88, Montefiorentino).

ANDREA, detto da FIESOLE, fu forse suo allievo (n. nel
1465, m. nel 1526), influenzato dallo stile del Sansovino, di
Mino da Fiesole e di Benedetto da Masavo nel dossale
d'altare del duomo di Fiesole (1492-91), in quello che è a
Londra nel Victoria and Albert Museum, nel fonte botte-
simale del duomo di Pistoia (1497-99), nell'altare per la
Cappella Balcica (1519, duomo di Eastergom). Le forme
michelangiolesche trovarono in lui un fervido imitatore,
se pur superficiale per la costante intonazione quattrocen-
tesca: prova di questo eclettismo sono il S. Andrea (1512-13,
duomo di Firenze), i busti di Marsilio Ficino (1521-22)
e di Virgilio Adriani (1522, S. Salvatore al Monte).

FRANCESCO di Giovanni del Taddeo detto del TADDA,
n. a Fiesole o a Firenze nel 1497 e m. ivi il 29 maggio 1585,
appartenne ad altro ramo della famiglia. Se fu più che
mediocre imitatore delle forme michelangiolesche (e ne
sono prove la tomba di G. F. Vegio nel camposanto di
Pisa e le decorazioni della S. Casa di Loreto), ha la sua
importanza e venne in celebrità per aver trovato il modo
di intagliare il porfido in cui esegui la fontana a tazza del
primo cortile di Palazzo Vecchio (Firenze), una testa di
Criato (Museo di Praga). Coadiuvato egregiamente del
figlio Romolo, intagliò la Giustizia per la colonna romana
di S. Trinita (Firenze), moltissimi medaglioni a basso-
rilievo tra cui uno di Cosimo I (Victoria and Albert
Museum di Londra), oltre a numerose decorazioni di
tombe.

BIBL.: F. Schottmüller, a. v., in Thieme-Becker, XI, pp. 489-95. Per Francesco di Simone: P. Toresca, F. di S., in Bollet- tino d'arte, 1 (1921-22), pp. 156-58; F. Malaguzzi Valeri, F.

di S., in Dedolo, 3 (1922-23), pp. 368-69. Per Andrea: O. H. Giglioli. Il dorsale di altare di A. F., in L'osservatore fiorentino, 1914, pp. 52; C. Gamba, A. F., in Dedolo, 10 (1920-30), p. 228. Fabis Borroni

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“FRANCESCO (N. NEL 1437, M. DOPO IL 1492), FIGLIO DI QUEL SIMONE DI NANNI CHE FU AIUTO DEL GHIBERTI.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 726. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/francesco-n-nel-1437-m-dopo-il-1492-figlio-di-quel-simone-di-nanni-che-fu-aiuto-del-ghiberti.