FRANCIABIGIO, FRANCESCO DI CRISTOFANO, DETTO IL

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FRANCIABIGIO, FRANCESCO di CRISTOFANO, detto il. - Pittore, n. forse a Firenze, da padre milanese, ca. il 1482; m. ivi nel 1552. Scolaro di Mariotto Albertinelli e di Piero di Cosimo, ebbe compagno di bottega e di studi Andrea del Sarto. Insieme al Bugiardini e ad altri, rientra in quella cerchia di artisti fiorentini operanti sull'esempio dei grandi maestri: Raffaello, Leonardo, Michelangelo, ricercando un accordo tra quei diversi modi della visione figurativa.

La personalità del F. è molto inferiore: quella di Andrea del Sarto, con il quale rivela indubbia affinità; e la sua pittura spesso non raggiunge la sintesi, ma resta sul piano di un eclettismo ricco di intenzioni non risolte in arte. Tale è il caso della disorganica Annunciazione di Torino (Pinacoteca), degli affreschi in monoromato del chiostro dello Scalzo, a Firenze, ecc. Talora intese meglio l'influsso dei più grandi: come nello Sposalizio della Vergine nel chiostro dell'Annunziata (1531), affresco che rivela l'impressione di A. del Sarto sul F.; nella raffacellosa Madonna del pozzo (Firenze, Uffizi), nella Madonna con Gesù e Giovanni, nella Galleria Liechtenstein di Vicenza, più michelangiolese nel plasticismo, ma raffacellosa di composizione. E coloro nel F. è fresco e lucente, ed egli si dimostra notevole ritrattista (Ritratto d'uomo [1517] a Vienna, Galleria Liechtenstein; due ritratti gli nella Galleria di Bedino ecc.).

Brun.: G. Vasari, Le vite, a cura di G. Milanesi, V. Firenze 1906, p. 186 seg.; G. Gronau, 8. V. in Thiene-Becker, XII, p. 325 (con bibl. precedente); Venturi, IX, 1, p. 427 seg.; O. H. Giglioli, Un affresco inedito di F., in Ritratto d'Arte, 11 (1920), p. 212 seg. Luigi Grassi