(1499) nella Cappella Bentivoglio a S. Giacomo Maggiore, e le due castissime scene, in affresco, dello Sposalizio e dei Funerali di S. Cecilia (1506), nell'Oratorio omonimo; a Londra: la lunetta della Pietà nella Galleria nazionale; a Roma: il S. Stefano orante, alla Galleria Borghese, e il piccolo, delizioso S. Giorgio, alla Galleria nazionale, già Corsini. Divenuto lezioso negli ultimi anni della sua attività, il F. era più che superato quando si spensò, lasciando un buon numero di seguaci fra i quali, accanto al migliore, che fu Timoteo della Vite da Urbino, si annoverano i figli: Giacomo (n. verso il 1486 e m. nel 1557) e Giulio (n. nel 1487 e m. nel 1540), pittori mediocri. - Vedi tav. CXII.
Bun.: C. C. Williamson, F. Raibolini dello il F. Londra 1601; T. Gerwitz, F. F. nell'evoluzione della pittura bolognese, in Rassegna d'arte, 8 (1908). 1221 seg., 139 seg.; G. Lipparini, F. Raibolini dello il F., Bergamo 1913; Venturi, VII, 111, pp. 852-952; G. Gronau, 5. V. in Thiene-Becker, XII, pp. 319-323; R. Longhi, Officina ferrarese, Roma 1934, p. 66 seg. Alberto Nepi.