FRANK, JANOB. - Pseudo-messia ebreo, n. in Polonia nel 1726, m. a Offenbach il 10 dic. 1791. Diede origine al movimento che da lui si disse « frankismo ». Emigrò verso l'Oriente e divenne seguace del sabbatianesimo (v. ŠABBĒTHAJ ZĒBHĪ). L'anima del Messia, insegnava F., è una sola, quindi la stessa anima era in re David, in Elia, in Gesù, in Maometto, in Šabbēthaj Zēbhī, e in lui stesso. In seguito a sospetti da parte degli Ebrei, tornò in Polonia e prese contatto con i vari sabbatiani nei paesi che attraversò. Nei suoi discorsi, tenuti in segreto, esponeva la dottrina trinitaria sabbatiana: della divinità fanno parte il Santo Antico (Santo Señor), il Re Santo, e l'Altissima Matrona. F. sarebbe l'incarnazione del Santo Señor. I suoi seguaci cominciarono a chiamarsi frankisti o zōbaristi.
Gli Ebrei accusarono F. al governo di far propaganda per l'Islam e per l'emigrazione in Turchia. I frankisti furono in seguito scomunicati da parte del Sinodo rabbinico e fu pronunciato il divieto di studiare lo zōbar o gli scritti di Cordovero prima di aver compiuto 30 anni, e gli scritti di Isacco Luria prima di aver compiuto 40 anni. Fu interessato a partecipare alla lotta anche il vescovo Dembowski. Qualche diecina di frankisti si convertì allora al cristianesimo. I frankisti iniziarono una strenua lotta contro il talmudismo; si ebbero così processi, arresti, dispute religiose. Piovero in seguito condanne anche contro gli Ebrei. Con il tempo le stesse autorità religiose cristiane cominciarono a vedere nei frankisti dei semplici settori. Nel 1759 si ebbe a Leopoli una grande disputa religiosa, con l'intervento della nobiltà e del clero. In seguito F. fu imprigionato; poté poi ottenere la libertà e si recò a Vienna, dove trovò degli amici fra la nobiltà e nella stessa corte.
Ad Offenbach, F. si fece prestare culto come incarnazione di Dio. Dopo la sua morte, capo della setta fu sua figlia Eva. Le preoccupazioni politiche dei governi dell'Austria e della Russia posero fine alla propaganda francisca.