FRATELLI DELLA VITA COMUNE. - Confraternita sorta verso il 1381 a Deventer (Olanda) per opera di Fiorenzo Radewijns di Leerdam, maestro in arti dell'Università di Praga e discepolo di Gerardo Groote. Questi aveva radunato intorno a sé dei giovani chierici della Scuola capitolare di Deventer come copisti, ed il Radewijns li strinse in vita comune, ma senza voti; vivevano dei proventi di quel mestiere ed attendevano a servire Dio in castità, obbedienza e laboriosità, con pratiche speciali di pietà. Moredo (1384), il Groote raccomandò loro di adottare una regola, consigliando quella dei Canonici Regolari di S. Agostino. Tale suggerimento fu seguito da una parte dei confratelli; Tomaso da Kempis si recò al convento di Eymstyn a studiare tale regola e tra Deventer e Zwolle fu costruito il monastero di Windesheim, nel quale si congregarono i nuovi Canonici Regolari agostiniani che da esso presero il nome.
La novella organizzazione di Windesheim, approvata da Bonifacio IX nel 1395, rapidamente si estese a viaggio, specialmente sotto il governo del priore Giovanni Vos dal 1391 al 1424, contando in poco tempo 32 monastri maschili, con altri 14 di Canonichecse Regolari femminili da loro dipendenti. Quanto alla confraternita dei F. della V. c., continuò a sussistere con i suoi regolamenti distinti, ai quali pure si ispirarono le «Sorelle della V. c.». Entrambe le istituzioni diedero alla Chiesa eccellenti copisti e calligrafi, che ebbero il merito di divulgare molte opere sacre e teologiche; ad esse va attribuito anche il movimento spirituale della devotio moderna, con un notevole influsso ascetico-mistico nelle regioni del centro-Europa. Dopo un secolo di grande prosperità, specialmente a partire dal sec. XVI, i F. cominciarono a dedicare dalla primitiva regolarità e fervore, ed alcuni sacerdotri alla «riforma» protestante. Gradatamente l'istituzione, entro i secc. XVI-XIX, scomparve.