FREPPEL, CHARLES-EMILIE. - Vescovo e scrittore francese, n. a Obernai (Alsazia) il 10 giugno 1827; e m. ad Angers il 22 dic. 1891. Laureatosi nel 1854, l'anno dopo ottenne, come supplente, la cattedra di eloquenza alla Sorbona, di cui divenne ordinario nel 1858, rimanendovi per 10 anni. Sono di questo tempo le sue pubblicazioni patristiche, scritte più da oratore che da professore. Chiamato a Roma da Pio IX come consultore del Concilio Vaticano, si distinse come assertore dell'infallibilità pontificia. Verso la fine del 1869 fu elevato alla cattedra episcopale di Angers, ove fondò nel 1875 l'Università cattolica. Dal 1880 alla morte fu deputato del Brest alla Camera francese. Pastore instancabile, fu detto «il vescovo più completo del sec. XIX». Lottatore per la causa di Dio, al Parlamento denunciò coraggiosamente le mire settarie del governo massonico per la laicizzazione dello Stato in genere e della scuola in particolare; così come aveva denunciato alla Francia e al mondo il veleno penetrante delle opere di Renan.
Numerose le sue opere: Examen critique de la Vie de Jésus-Christ de M. Renan (Parigi 1863); Examen critique des Apôtres de M. Renan (ivi 1866); Œuvres oratoires, (7 voll., ivi 1866-88); Études sur les Pères des trois premiers siècles (11 voll., ivi 1870); Œuvres polémiques (9 voll., ivi 1874-88); La Révolution Française à propos de cette naissance de 1889 (ivi 1889); Bossuet et l'éloquence sacrée au XVIIe siècle (3 voll., ivi 1894).