GALAZIA. — Regione abitata dai Galari. Dalla G. propriamente detta il nome passò alla provincia romana costituita alla morte di Aminta, ultimo dei Galari (36-25 a. C.). La G. propriamente detta era limitata dalla Bitinia e dalla Paflagonia a nord, dal Ponto e dalla Cappadocia a est, dalla Licaonia a sud e dalla Frigia a ovest. Come provincia romana comprendeva, inoltre, parte della Frigia, la Licao-
nia, la Pisidia e l'Isauria, ad eccezione di qual-
che tratto annesso alla Cappadocia e alla Panflia.
La G. deve il suo nome (Γαλατία) e quelle tribù
celtiche (κελταί κελατοί, Γαλατία), che, nel III sec. a. C.,
si spinsero nel cuore dell'Asia Minore, recando parecchie
molestie ai popoli indigeni. La tribù dei Troemii — rae-
colse intorno a Tavium, alla frontiera della Cappadocia,
e del Porto, i Tolistobogi a Pessinunte in Frigia, i Tecta-
sagi ad Ancir. Nel 189 a. C. furono vinti dal console
Manlio Vasone, quindi da Eumene II nel 183 a. C. e nel
168. Per la fedeltà mostrata verso Roma nella terza guerra
contro Mitridate (74-64 a. C.) ebbero da Pompeo un
proprio re nella persona di Deiotaro (64-40 a. C.) te-
trarca dei Tolistobogi, anzi poterono, particolarmente
sotto Aminta, estendere il loro dominio a buona parte
di quei territori del sud, che vennero poi incorporati alla
provincia imperiale di G.
La distinzione tra il territorio occupato dai Ga-
lati (το κοινοῦν τῶν Γαλατῶν) e la provincia romana
di G. è importante per la dibattuta GALADITI (v.).
Gli scrittori profani usano talvolta il nome di G. per
indicare tutta la provincia romana. Più spesso, però, si
distingue tra la provincia il territorio occupato dai veri
Galati. Così anche le iscrizioni venute finora alla luce,
fatta eccezione di una trovata ad Iconio (Corp. Ixer.
Graec., 3991). L'iscrizione d'Antiochia di Pisidia (CIL.
II, 291; Suppl., 638) parla del "Legatus provinciae Ca-
latiae, Pisidiae, Phrygiae, Lycaoniae, Isauriae, Paphlago-
niae, Ponti Galatici, Ponti Polemoniani, Armeniae". In
una pietra miliare scoperta nel 1861, documento ufficiale
dei tempi di Diocleziano, si legge: "Caesennius Galius,
legatus pro praetore... vias provinciarum Galatiae, Cap-
padociae, Ponti, Pisidiae, Paphlagoniae, Lycaoniae, Armen-
iae minoris..." (cf. G. Perrot, p. 101 sq.). Altre iscrizioni
presso F. W. K. Dittenberger, Orientis Graeci inscriptiones
selectae, II, Lipsia 1905, n. 533; E. Michon, in Revue
biblique, 14 (1917), pp. 208-17.
Dai testi degli Atti si può appena dubitare che per
G. s'intenda il territorio abitato dai Galati, anziché la
provincia romana. In Act. 16, 6 e 18, 23 il territorio
galattico (Ἀλατικὴ χώρα) è affiancato a quello frigio,
distinto quindi da questo, che in parte era incluso nella
provincia romana di G. In Act. 16, 6 Paolo e compagni,
tra i quali Timoteo assunto di recente il Listra (Act. 16, 2
sgg.), si trovano nel territorio meridionale della provincia
romana di G.; e il farsi passare in quello frigio e gala-
tico significa parlare in senso etnografico piuttosto che
amministrativo. Anche altrove gli Atti seguono questa
norma parlando di Panfilia (13, 13), di Pisidia (13, 14)
e di Licaonia (14, 6).
Per s. Paolo la cosa è meno chiara; onde è tuttora
dibattuta la questione della destinazione della Epistola
ai Galati.
La G. è ricordata anche in I Mach. 8, 2 e in II Tim.
4, 10; ma, dato che i Greci traducevano il latino
Gallia anche con Γαλατία potrebbe trattarsi in armi-
bedue i testi della Gallia; e i popoli vinti dai Romani
secondo I Mach. 8, 2 potrebbero essere gli abitanti
della Gallia cisalpina, soggiogati nel 183 a. C.
Teodorico da Castel San Pietro