GALATINO, PIETRO

GALATINO, PIETRO. — Teologo francescano, n. a Galatina (Lecce) ca. 1a. 1460, detto da taluni della famiglia Colonna, da altri, dei Mongio. M. a Roma ca. il 1540, è sepolto in Aracoceli. Religioso nella provincia di S. Niccolò, di cui fu eletto ministro l'a. 1518, si trasferì a Roma, ove trascorse la maggior parte della sua vita, cappellano i famigliare del card. Lorenzo Pucci, poi del card. Francesco De Angelis Quirones. Si dedicò allo studio della lingua greca, caldaica ed etiopica. Strinse amicizia con le persone colte dell'ambiente romano, come Giovanni Pock, che egli dice suo maestro di lingua caldaica, ed ebbe relazioni con Leone X e Paolo III, corrispondenza con Massimiliano I, Carlo V ecc. È detto, ma non provato, che sia stato professore all'Università di Roma.

Scrisse molte opere, ma la maggior parte rimane tuttora inedita, conservate nei codd. Vat. lat. 3190, 4582, 5567-81, Ottob. lat. 2366. Il De optimo principe, conosciuto finora dai bibliografi solo di nome, è conservato nel codd. 1366 della Biblioteca Angelica di Roma. L'opera principale è il De arcanis catholicae veritatis in difesa di Giovanni Reuclin (diverse edizioni). L'autore non è immune da idee cabalistiche e gioachimite, specialmente nel commento all'Apocalisse.

Bibl.: A. Kleinhans, De vita et abertius P.G., scien- tiarum biblicarum cultoris, in Antoniarum, 1 (1926), pp. 145-170. 127-58; D. Scaramuzzi, Il pentirio di G. D. Scato nel Mezzo- giorno d'Italia, Roma 1927, pp. 136-31. Celestino Piana.