GALLIFET, JOSEPH - FRANÇOIS de. - Teologo gesuitus e promotore della devozione al S. Cuore, n. a Aix il 3 maggio 1663, m. a Lione il 19 sett. 1749. Religioso ad Avignone nel 1678, ebbe come direttore spirituale il b. Claudio de la Colombière, da cui attinse quello zelo per il culto del S. Cuore, che è la caratteristica della sua vita. Ordinato sacerdote, e guarito da mortale malattia per un voto dal pio P. Croiset, si consacrò totalmente alla causa del S. Cuore, in cui onore costruì delle cappelle a Grenoble e a Besançon ed eresse delle confraternite in parecchie città della Francia.

lingua gloriosi proelium certaminis, inno composto da Venonaio Portunato alla fine del sec. vi a Poitiers, forse anche il "Vexilla Regis", alcune melodie dell'Esaltazione della S. Cro
GALLIPOLI, DICESSI di - Castello, attribuito a F. di Giorgio Martini (1522). A destra, avanzò della fortezza del periodo angioino.
Nel suo soggiorno romano (1724-30: in quegli anni fu assistente di Francia presso il generale della Compagnia di Gesù) scrisse il classico trattato De cultu Sacrosancti Cordis ac Domini nostri Iesu Christi in variis christiani orbis provinciis iam propagato (Roma 1726), che fu subito tradotto in varie lingue e di cui l'autore curò l'edizione francese dal titolo: De l'excellence de la dévotion au Cœur adorable de Jésus Christ (Lione 1733): con questo lavoro scioglieva tutte le difficoltà che sembravano impedire l'istituzione di una festa liturgica in onore del S. Cuore, che proprio nel 1725 era stata chiesta, per la terza volta, alla S. Congregazione dei Riti dalle Visitandine, appoggiate dai re di Spagna e di Polonia e dalla regina di Francia. La risposta negativa della S. Congregazione non faccò l'ardore del G., che prima di lasciare Roma fondò una confraternita del S. Cuore nella chiesa di S. Teodoro, la quale tenne accesa la devozione per tutto il Settembre, fino al trionfo dell'idea sotto i pontificati di Clemente XIII e di Pio VI. Nel 1743 il G. difese, preso Benedetto XIV, la Mémoire sulle comunicazioni divine intorno alla devozione al S. Cuore, redatta da s. Marghiera Maria Alaocque. Scrisse anche un dottor opuscolo De cultu immaculati cordis Mariae, più volte ristampato, e terminò il suo illuminato apostolato trattando, in varie operette, della vita spirituale.