GALLO, santo. - Monaco e missionario, n. in Irlanda ca. il 554 e m. ad Arbon, presso il lago di Costanza, il 16 ott. 627 (o 628?). Oblato da fanciullo al monastero di Bangor, crebbe accanto a S. Colombano, con il quale verso il 590 si trasferì in Francia e abitò per qualche tempo nel nuovo monastero di Luxeuil. Costretti a esulare dal re Teodorico, nel 670 ripresero le loro peregrinazioni apostoliche verso il Reno, ovunque evangelizzando e distruggendo idoli, provocando talora, come a Tuggen presso Zurigo, le rie dei pagani.
Presso il lago di Costanza, furono accolti dal prete William, che li fece accompagnare a Bregenz. Partito Colombano per l'Italia nel 617, C. costretto da malattia restò con il discorso l'ebolezza e, guarito, cercò un luogo solitario sulle rive dello Steinach presso Arbon e vi costruì (614) una cella, detta poi «cella s. Galli». Per aver liberato da uno spirito maligno Friedburga, figlia del duca Gunzene, questi offrì a G. la sede episcopale di Costanza; ma il Santo riuscì in favore di Giovanni suo discepolo (615) e attese alla formazione dei monaci che si raccoglievano attorno a lui. Chiamato a reggere l'abbazia di Luxeuil alla morte di S. Eustasio (627), G. rifiutò nuovamente e morì l'anno stesso o il seguente. Sul suo sepolcro, verso la metà del sec. VIII, sorse con Ornaro la celebre abbazia di San Gallo (v. cf. Anal. Bell., 54 [1936], p. 411).
L'influaso dell'abbazia stessa e i miracoli compiuti presso la sua tomba contribuirono all'affermarsi del culto di S. G. già largamente diffuso nei secc. X-XI. Festa il 16 ott.