GALLO, santo. - Monaco e missionario, n. in Irlanda ca. il 554 e m. ad Arbon, presso il lago di Costanza, il 16 ott. 627 (o 628?). Oblato da fanciullo al monastero di Bangor, crebbe accanto a S. Colombano, con il quale verso il 590 si trasferì in Francia e abitò per qualche tempo nel nuovo monastero di Luneuil. Costretti a esulare dal re Teodorico, nel 610 ripresero le loro peregrinazioni apostoliche verso il Reno, ovunque evangelizzando e distruggendo idoli, provocando talora, come a Tuggen presso Zurigo, le ire dei pagani.
Presso il lago di Costanza, furono escolti dal prete Willimar, che il fede accompagnò a Bregenz. Partito Colombano per l'Italia nel 612, G. costretto da malattia restò con il diacono liteboldo e, guarito, cercò un luogo solitario sulle rive dello Steinach presso Arbon e vi costruì (614) una cella, detta poi « cella s. Gallis. Per aver liberato da uno spirito maligno Fridoborga, figlia del duca Gunzone, questi offrì a G. la sede episcopale di Costanza; ma il Santo ricusò in favore di Giovanni suo discepolo (615) e attese alla formazione dei monaci che si raccoglievano attorno a lui. Chiamato a reggere l'abbazia di Luneuil alla morte di s. Butasio (627), G. rifiutò nuovamente e morì l'anno stesso e il seguente. Sul suo sepolcro, verso la metà del sec. VIII, sorse con Ormaro la celebre abbazia di San Gallo (v. cf. Anal. Boll., 54 [1936], p. 411).
L'influsso dell'abbazia stessa e i miracoli compiuti presso la sua tomba contribuìrono all'affermarsi del culto di s. G. già largamente diffuso nel secc. x-XI. Festa il 16 ott.