GALVI E TEANO, DIOCESI DI

Image from page 253
Image from page 253

GALVI e TEANO, diocesi di. - Diocesi della Campania, riunite neque et principaliter nel 1818 con residenza vescovile in T. Superfice kmo. 447,4: parrocchie 107, sacerdoti diocesani 140 , regolari 46 con 73.000 ab. tutti cattolici (1948). E suffraganea di Capua.
C., l'antica Cales dei Romani, sulla riva destra del Volturno, a nord di Capua, distrutta dai Saraceni nel sec. viII, vi fu ricostruita poco lontano, da Atenulfo, primo conte di Caserta. Incerta è l'origine della diocesi. A C. si venera come apostolo e patrono s. Casto il quale non è un martire locale, ma africano, compagno di s. Emilio (H. Delehaye, Les origines du culte des martyrs, 2^{h} ed., Bruxelles 1933, p. 370).
Primo vescovo noto è Valerio presente al Sinodo romano del 499. La lista regolare dei vescovi comincia con il sec. xit. La cattedrale romanica a tre absidi è dedicata a s. Casto; ivi si rinvennero alcune iscrizioni cristiane, una delle quali dell'anno 346 (CIL, X, I, 47124713).
La "Grotta dei santi - contiene affreschi votivi del x-xi sec., di scuola benedettina.
T. è situata nella valle del Savone, ed è dominata dal cono di Rocca Monfina. Fu capitale dei Sidicini ed ebbe gran parte nelle guerre sennitiche. Primo vescovo di T. sembra sia stato Amasio (337-52). Documenti del sec. vi dànno i nomi di Paride il quale vien fatto ordinare dal papa Silvestro (BHL, 6466) e di Amasio che sarebbe stato ordinato da papa Giulio (ibid., 3545-46 ); poi si incontrano un s. Urbano (ibid., 8408) e Quinto,
il quale figura presente al Concilio romano del 499.
Nel 1906 presso T. si rinvenne un cimitero cristiano del iv-v sec.; in un emiciclo erano to tombe sovrapposte; la seconda dall'alto era chiusa con una decorazione musiva con rappresentazione dell'Epifania, ed una iscrizione posta da un Geminus Felix alla moglie Geminia Felicitas e alla figlia Geminia Marciana morta nell'anno 570. Un'altra iscrizione porta la data dell'anno 442 (v. Spinazzola, Di un musaico cristiano e di altre antichità nel territorio di Teano, in Notizie degli scavi, 1907, pp. 697-703).
Notevole fu in T. l'abbazia di S. Benedetto, costruita nel sec. viit da Landolfo conte di T.; vi si rifugiarono nell'anno 884 i monaci di Montecassino in seguito all'uccisione del loro abate Bertario e all'incendio del loro cenobio: nell'896 un incendio distrusse l'autografo della Regola ivi conservato. Il monastero decadde nel sec. xir. Vi furono inoltre l'abbazia di S. Maria di Ferraria o della Ferrara presso Vairano, eretta nel 1171 dal cistercense Giovanni de Ferraria; le due abbazie di monache benedettine di S. Caterina (a. 1590) e di S. Maria de foris (1610).
La Cattedrale è dedicata ai ss. Giovanni e Terenziano; festa patronale di s. Paride il 5 ag. Altre chiese notevoli sono S. Benedetto e S. Francesco.

Bibl.: Cappelletti, pp. 182 e 196; Eubel, I, pp. 164 e 206; II, pp. 129 e 274; III, pp. 182 e 330; P. del Prete, L'unión C. e la Grotta dei santi, Piedimonte d'Alife 1913; Lanzoni, p. 186; P. Fr. Kehr, Italia Pontificia, VIII, Berlino 1932, pp. 255 e 263; Cottineau, I, coll. 3126-27. Enrico Josi