GĒ'ONIM (sing. Gā'ōn). - Titolo dei capi (cf. Ps. 47, 5), «orgoglio» della casa di Giacobbe) delle accademie talmudiche di Sūrā e Pumbēdītā nel periodo 589-1040 d. C. e nei secc. X e XI anche dei capi delle scuole palestinesi; nei secc. XII e XIII anche di quelli di Bagdad, Damasco e di Egitto.
La dignità gaonica veniva conferita dagli esilarchi, i quali talvolta preferivano i candidati ad essi devoti. Dal 825 d. C. diminuì la potenza dell'esilarcato e così furono i dotti stessi a fare l'elezione dei g. I g. applicarono il Talmud alla prassi giuridica per tutto l'ebraismo in forma di «responsi» a quesiti. Le comunità di tutta la diaspora alla loro volta offrivano alle scuole il loro appoggio economico. Nei mesi di 'ēlāl e 'ādhār affluivano alle accademie migliaia di uditori straordinari. I g. erano, in quanto ad autorità e competenza, i successori del presidente del sinedrio nell'epoca precedente. Per il conferimento della dignità si dava la preferenza a discendenti di famiglie antiche distintesi per pietà e dottrina. Si parlava del gā'ōn attualmente «regnante». I g. godevano di grande prestigio presso i califfi. Fra i più celebri g. vanno annoverati: Sa'adhājh (iniziò il gaonato nel 928 d. C.) e Sērīrah (968).
L'istituto gaonico ebbe termine verso il 1040 d. C. in seguito alla caduta del califfato di Bagdad ed al diffondersi della cultura talmudica nelle comunità della diaspora. Con il tempo il titolo di gā'ōn passò a significare «insigne dotto» in genere.