GENESIO, SANTO, MARTIRE

GENESIO, santo, martire. - Protettore degli ar-tisti di teatro. Le fonti agiografiche e martirolo-giche segnalano due martiri di questo nome: uno ad Arles (festa il 25 ag.); l'altro a Roma (festa il 24 o anche il 25 ag.); venerato sulla Via Tiburtina, presso il cimitero di S. Ippolito, come si ricava dagli Iti-nerari, cioè dalla Notitia ecclesiastrum e dal De locis, dove esisteva una chiesuola restaurata da Gregorio III (731-41: Lib. Pont., I, p. 419).

Si crede comunemente oggi che si tratti di un solo personaggio storico, cioè del martire arlesiano, che ebbe culto anche a Roma e in Italia, come nelle Gallie e in

GENESIO. santo, martire - Coperchio di sarcofago con testa raffigurante, a quinto pare, s. G. di Arles (sec. IV) - Arles, Museo.

Spagna; la professione di mimo è la spettacolosa conversione del G. romano appartengono più alla leggenda che alla storia. Giova però ricordare che siffatto racconto, posto dal Delehaye (Les légendes hagiographiques, 3ª ed., Bruxelles 1927, pp. 173-14) fra i romanzi immaginari, è anteriore al sec. VI, poiché il Calendario di Cartagine (inizio sec. VI) contiene al 24 ag. questa singolare notizia: «Santi Genesi mimi». Secondo la ricordata leggenda la conversione di G. sarebbe avvenuta mentre parodiava sulla scena del teatro le cerimonie del S. Battesimo. Diocleziano l'avrebbe fatto crudelmente torturare e decapitare il 25. ag. Simili racconti si leggono per i mimi convertiti: Gelasio di Etiopoli (27 febbr.), Ardaliano (14 apr.) e Porfirio (15 sett.).

Per s. G. d'Arles si è meglio informati: la sua breve Passio, scritta ai primi del sec. V da un Paolino che potrebbe essere anche il vescovo di Nola, è un documento fedeleggendo pur con qualche abbellimento (S. Cavallin attribuisce la Passio al sec. VI e il Sermo n. 3306 della BLH n. 3. Ilario d'Arles, 429-49, per ora tali datazioni sono ipotetiche). G. stenografo, allo scoppio di una persecuzione, non meglio determinata, getta ai piedi del giudice le tavolette cerate e fugge. Ancora catecumeno, sperava di ottenere il Battesimo, ma sorpreso vicino al Rodano dai poliziotti, per salvarsi si getta nel fiume e raggiunge a nuoto la sponda opposta; catturato immediatamente è passato per le armi sul posto. Ad Arles sul luogo della sepoltura sorse una basilica meta di pellegrinaggi (vi era anche una cappella sulla riva destra del Rodano, luogo del martirio; il Martirologio geronimiano ricorda al 16 dic. la dedicazione in Arles di una basilica e di un altare a s. G.), e il suo culto ebbe presto larga diffusione. Prudenzio (Peristephanon, IV, 35) e Venanzio Fortunato (Carme, VIII, 3, 157) lo cantano con entusiasmo. Pare si debba ravvisare la testa di G. in alcuni sarcofagi (cf. Wilpert, Sarcofago, 1, pp. 47, 71 e tavv. 37, 5; 39, 2; 55, 3; 149, 4 e 5).

Bibl.: Acta SS. Augusti, V, Anversa 1739, pp. 110-23 (G. Mimo), 123-36 (G. di Arles); BHL, nn. 3304-10 (G. di Arles), 3315-26 (G. Mimo); Martyr. Hieronyminum, pp. 463, 464-65, 650; Martyr. Romanum, p. 359; B. von der Laue, Studien zur Genesi legenda, Berlin 1898 (nega la storicità del martire romano); H. Quentin, Les Martyrologies historiques du moyen âge, Parigi 1908, pp. 172, 233-41; C. Van de Vorst, Une passion inédite de s. Porphyre le Mime, in Analecta Balland., 20 (1910), pp. 358-62; H. Leclercq, Arles, in DACL, 1, 11 (1907), col. 2909 e Genès (le Comédien), ibid., VI, 1 (1924), coll. 903-909; O. Murucchi, Le catacombe romane, Roma (1933), p. 370; H. Delehaaye, Les origines du culte des Martyrs, 2ª ed., Bruxelles 1933, pp. 348-349; P. Franchi de Cavallieri, S. G. di Arleate, s. Ferreolo di Vienna, s. Giuliano di Brixia, in Note agiografiche, 8 (Studi e Testi, 68), Città del Vaticano 1935, pp. 203-10; F. Benoit, Les cimetières suburbanas d'Arles (Studi di antichità cristiane, 11), Città del Vaticano 1935; R. Valentini e G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, II, Roma 1942, pp. 80, 115; S. Cavallin, Saint Genès le notaire, in Eranos Lifestudianus, 43 (Uppsala 1945), pp. 150-75; cf. F. Halkin, in Anal. Balland., 65 (1947), p. 282.