GENESIO, santo, martire. - Protettore degli artisti di teatro. Le fonti agiografiche e martirologiche segnalano due martiri di questo nome: uno ad Arles (festa il 25 ag.); l'altro a Roma (festa il 24 o anche il 25 ag.), venerato sulla Via Tiburtina, presso il cimitero di S. Ippolito, come si ricava dagli Itinerari, cioè dalla Notitia ecclesiarum e dal De locis, dove esisteva una chiesuola restaurata da Gregorio III (731-41: Lib. Pont., I, p. 419).
Si crede comunemente oggi che si tratti di un solo personaggio storico, cioè del martire arlesiano, che ebbe culto anche a Roma e in Italia, come nelle Gallie e in

Per s. G. d'Arles si è meglio informati: la sua breve Passio, scritta ai primi del sec. v da un Paolino che potrebbe essere anche il vescovo di Nola, è un documento fededogno pur con qualche abbellimento (S. Cavallin attribuisce la Passio al sec. vi e il Sermo n. 3306 della BHL a s. Ilario d'Arles, 429-49, per ora tali datazioni sono ipotetiche). G. stenografo, allo scoppio di una persecuzione, non meglio determinata, getta ai piedi del giudice le tavolette cerate e fugge. Ancora catecumeno, sperava di ottenere il Battesimo, ma sorpreso vicino al Rodano dai poliziotti, per salvarsi si getta nel fiume e raggiunge a nuoto la sponda opposta; catturato immediatamente è passato per le armi sul posto. Ad Arles sul luogo della sepoltura sorse una basilica meta di pellegrinaggi (vi era anche una cappella sulla riva destra del Rodano, luogo dal martirio; il Martirologio geronimiano ricorda al 16 dic. la dedicazione in Arles di una basilica e di un altare a s. G.), e il suo culto ebbe presto larga diffusione. Prudenzio (Peristephanos, IV, 35) e Venanzio Fortunato (Carm., VIII, 3, 157) lo cantano con entusiasmo. Pare si debba ravvisare la testa di G. in alcuni sarcofagi (cf. Wilpert, Sarcofagi, I, pp. 46, 77 e tavv. 37, 5; 39, 2; 55, 3; 140, 4 e 5).
BHL: Acta SS. Augusti, V, Anversa 1739, pp. 119-23 (G. Mimo), 123-36 (G. di Arles); BHL, nn. 3304-10 (G. di Arles), 3315-26 (G. Mimo); Martyr. Hieronymianum, pp. 463, 464-65, 650; Martyr. Romanum, p. 359; B. von der Lage, Studien zur Genesien legenda, Berlino 1898 (nega la storicità del martire romano); H. Quentin, Les Martyrolages historiques du moyen âge, Parigi 1908, pp. 172, 233-41; C. Van de Vorst, Une passion inédite de s. Porphyre le Mime, in Annaleza Balland., 29 (1919), pp. 258-62; H. Leclercq, Arles, in DACL, I, II (1907), col. 2009 e Genès (le Commidien), ibid., VI, 1 (1924), coll. 903-909; O. Marucchi, Le catacombe romane, Roma (1933), p. 370; H. Delehaye, Les origines du culte des Martyrs, 2ª ed., Bruxelles 1933, pp. 348-349; P. Franchi de' Cavalieri, S. G. di Arelate, s. Ferreolo di Vienna, s. Giuliano di Brivas, in Note agiografiche, 8 (Studi e Testi, 65), Città del Vaticano 1935, pp. 203-10; F. Benoit, Les cimetières suburbaines d'Arles (Studi di antichità cristiane, 11), Città del Vaticano 1935; R. Valentini e G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, II, Roma 1942, pp. 80, 113; S. Cavallin, Saint Genès le notaire, in Eranos Lofstediamus, 43 (Uppsala 1945), pp. 150-75; cf. F. Halkin, in Anal. Balland., 65 (1947), p. 282.