GENTILONI, VINCENZO OTTORINO. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Eserciò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.
Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re-
regionale marchigiano, finché Pio X gli affidò, nel luglio 1909, la direzione dell'Unione elettorale cattolica italiana. In tale ufficio svolse proficua attività, che si manifestò nelle elezioni generali del 1913 quando, sebbene non fosse revocato formalmente il non expediti, ebbe incarico dal Papa di favorire la candidatura di quanti si fossero impegnati nell'esercitare il mandato parlamentare ad osservare sette condizioni, che vennero dette l'« eptalogo G. » o, più comunemente, il « patto G. ».
Esse consistevano nell'opposizione ad ulteriori norme restrittive nei confronti delle Congregazioni religiose; nella tutela dei diritti della scuola privata; nella conservazione dell'istruzione religiosa nelle scuole elementari; nel respingere eventuali leggi sul divorzio; nella difesa del diritto degli enti economici e sociali cattolici ad essere rappresentati nei pubblici consigli; nell'appoggio ad ogni riforma tributaria che fosse rivolta ad instaurare una maggiore giustizia sociale; nell'adesione ad ogni provvedimento legislativo che si risolvesse in un reale rinvigorimento delle forze economiche e morali della nazione. Risultarono eletti 228 deputati firmatari del patto.
Il G., che occupò cariche insigni nella corte pontificia e fu onorato della particolare amicizia di Pio X, lasciò la presidenza dell'Unione elettorale nel genn. 1916, pochi mesi prima della sua morte immatura.