GENTILINI, GIOVANNI BATTISTA. - Gesuita, controversista, n. a Vesio di Tremosine (Brescia) il 26 nov. 1745, m. a Roma il 16 dic. 1816 mentre stava predicando le lezioni scritturali al Gesù. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1765, fu presto sorpreso dalla soppressione dell'Ordine (1773) e rimase nella diocesi di Brescia, passando prima a rato a Portese, poi arciprete e vicario foraneo a Lonato. Ristabilita la Compagnia (1814), si ricongiunse ai confratelli e fu fatto superiore a Napoli.
Prese parte molto attiva a tutte le discussioni religiose del suo tempo, difendendo le sane dottrine e confutando gli errori in voga specialmente intorno al giuramento civico (contro il p. G. V. BOLSENA), alla compravendita dei beni ecclesiastici, confiscati dalla Repubblica ispagnola, al valore dell'attrizione e ai limiti del potere civile nelle cause matrimoniali.
Opere principali: Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali (Mantova 1797); Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici (Verona 1798); La pazzia di chi difende il giuramento civico (Brescia 1799); All'anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio (Verona 1798); Sopra il valore dell'attrizione e la virtù della carità (Brescia 1802); La devozione al S. Cuore di Gesù (Verona 1803).