GENTILI, ALBERICO. - Giurista italiano, n. a Sanginesio (Macerata) il 14 genn. 1552, m. a Londra il 19 giugno 1608. Dottore in diritto a Perugia nel 1572 coprì la carica di giudice in Ascoli. Rientrato in patria, esercitò la professione di giurisperito e compilò gli statuti della città. Sospettato il padre di fede protestante, fuggì con lui in Carniola (Austeria) e di qui riparò a Oxford (1582), dove nel 1578 ebbe la cattedra di diritto civile, e fu nominato più tardi avvocato del Re di Spagna presso la Corte dell'ammiragliato inglese (1605).
Si distinse soprattutto per numerose opere di diritto internazionale, per merito delle quali, specialmente del De iure belli et pacis, è ritenuto precursore di Grozio nella trattazione autonoma e sistematica di questa disciplina.
Opere principali: De iuris interpretibus dialogi sex (Londra 1582, ecc., Torino 1937, a cura di G. Astuti e S. Riccobono); De legationibus libri tres (Londra 1583, ecc., Nuova York 1924); De iure belli et pacis libri tres (Londra 1588-89, Oxford 1933); Disputationum de nuptiis libri VII (Hana 1601); Disputationes tres de libris canonici, ecc. (ivi 1605); Hispanicae advectionis libri duo (ivi 1613, ecc., Nuova York 1921).