GENTILI

GENTILI. - Appellativo che nel Nuovo Testamento latino (Volgata: gentes, gentiles, Graeci) designa tutte le genti non giudaiche, partecipi dei costumi e della cultura greca ("Ελληνες") del mondo greco-romano. In opposizione al popolo israelita (λαός 'Ισραήλ), unico detentore del monoteismo e del vero culto, gentile equivale a «pagano», idolatra: Io. 7, 35; Act. 11, 20; 18, 17, ecc. etnico (v.).

I giudei li ritenevano impuri e peccatori (Mt. 18, 17; Gal. 2, 15). La loro idolatria era colpevole, data la conoscenza di Dio che gli uomini possono trarre dal-

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Gentilieschi, FAMIGLIA - S. Pietro Nolasco portato a braccia dagli angeli, di Orazio G. - Roma, chiesa di S. Agostino.

l'universo; pertanto il Signore li aveva abbandonati al loro senso depravato (Rom. 1, 18-32), giudicandoli inoltre secondo la legge naturale scolpita nei loro cuori (Rom. 2, 12, 14 sgg.). Gesù li redense, togliendo ogni distinzione di razza (Eph. 2, 14); Paolo dedicò ad essi il suo prodigioso apostolato (Act. 9, 15).

Bibl.: W. Grimm, Lexicon graecum, 3ª ed., Iena 1888, p. 142; F. Zorell, Lexicon graecum Nor. Test., 2ª ed., Parigi 1911, col. 417; J. Lagrange, Epître aux Romains, ivi 1931, pp. 21-47, 47-51, 60-80.