ETNICO. - Termine greco (ἐθνικός, Volgata ethnicus o gentilis) con cui i giudei ellenisti designavano il pagano, appartenente alle «genti» che non professavano il monoteismo.
È il senso non esclusivo, ma prevalente nella Bibbia, di ἐθνικός (sost.): Mt. 5, 47; 6, 7; 13, 17; sinonimo al plur. di τὰ ἐθνή che nel Settanta traduce l'ebr. haggājim (Ex. 34, 24; Lev. 18, 24, ecc.; Is. 9, 1), cf. Mt. 4, 15; 6, 32 e passim; in opposizione ai giudei: Rom. 3, 39; 9, 24, ecc.; Lc. 2, 32; Act. 26, 17, 23.
Nel Vecchio Testamento c'è la distinzione più netta tra il popolo di Dio (ὁ λαός) e «le genti» (τὰ ἐθνή), con la proibizione di relazioni matrimoniali e trattati d'amicizia (Ex. 34, 16; Esd. 9-10; Is. 7, 17; 30; 31; Jer. 2, 15; Ez. 16, 28, ecc.) e con l'esclusione dal culto e dal Tempio, per il grave pericolo dell'influsso idolatrico.
Distinzione e separazione, non odio; la legislazione mosaica prescrive giustizia e benevolenza verso gli e. (Ex. 22, 21; 23, 9; Lev. 19, 33 sg.; Deut. 10, 18 sg., ecc.; cf. H. Lesêtre, Etranger, in DB, II, col. 204); essi potevano abbracciare la religione giudaica (v. proselutti); ed i profeti annunziano la loro aggregazione al regno messianico: Is. 2, 2; 42, 6; 49, 6; 60, 3; Zach. 2, 15; 8, 23; Mal. 1, 11, ecc. Nelle persecuzioni subite al ritorno dall'esilio (Neh. 5, 8; 9, 2; 13, 1-3) a particolarmente dai Seleucidi (I-II Maccabee) si sviluppò nei giudei quell'odio contro gli «e.» o «gentili», che i farisei consacrarono nel loro programma.
Nel Nuovo Testamento la distinzione rimane (cf. Mt. 15, 24; Gal. 2, 15, ecc.) e la Chiesa figura distinta come lo erano i giudei dal mondo dei gentili (Mt. 18, 17; M.-J. Lagrange); ma Gesù ha eliminato l'antica barriera (Eph. 2, 14) e chiamato tutti gli e. al suo regno (cf. Mt. 28, 19; Mc. 16, 15; Lc. 24, 47;
Rom. 1, 17, ecc.). Gli Apostoli attuarono tale missione universale ricevuta da Gesù (cf. Act. 8, 10-11, ecc.).
