ETNICO-CRISTIANI

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ETNICO-CRISTIANI. - Nome con cui si usa indicare i non giudei convertiti al cristianesimo nel levo apostolico ("Ελληνες: Act. 14, 1; 17, 4, ecc.; Rom. 1, 16; 2, 9 sq.; Gal. 2, 3, ecc.; τά δυνάμ. Act. 10, 45; 11, 1.18; 13, 46; Gal. 2, 12.14).

CORNELLO (v.), battezzato da Pietro, dopo intervento diretto di Dio, per vincere la mentalità giudaica, cui ripugnava ogni contatto, spe- ciale a mensa, con i gentili, ritenuti impuri (Act. 10-11, 18). L'esempio di Pietro fu il segnale per la predicazione del Vangelo ai gentili, in Palestina e fuori (partenza degli Apostoli per il mondo). La prima Chiesa formata con prevalenza di e.-c. sorse ad Antiochia, dove i fedeli fu- rono denominati «cristiani» (Act. 17, 19-26). Quindi se- giurono tutte le comunità sorte nei centri dell'Impero ad opera di Paolo, a Roma e dovunque pervenne il Van- gelo. La gretta mentalità di alcuni farisei convertiti (i giudaizzanti) pretese impedire il Battesimo dei gen- tili, se prima non fossero stati innestati con la circonc- sione al popolo giudaico, sostenendo che la salvezza ri- manesse privilegio dei soli discendenti di Abramo. La pretesa, pericolosissima per la conversione delle genti, fu debellata dall'esempio di Pietro, dalla solenne deci- sione apostolica (Act. 15) e dall'energia apostolica di Paolo, padano della libertà delle genti di fronte alle pretese giudaiche (Gal. 2-5).

Bibl.: A. Camerlynck, Commentariis in Actus Ab. Bruges 1923, pp. 53, 230, 264-86, 348 sqq.; E. Jacquier. Les Actes des Apôtres, 2a ed., Parigi 1926, pp. 317-33, 438-73, 631-37; J. Lagrange, Épître aux Galates, 3a ed., 11, 1926, pp. XXIX-XXV, 22-23; M. Van Wanroy, Émuechis Aethiopi et diacono Philippo contra, in Verbum Domini, 20 (1940), pp. 288-93; F. Spadafora. Qua acrasione Apostoli profecti sunt in universum mundum, ibid., 21 (1941), pp. 281-86, 306-10.