GÉNIZĀH

GÉNIZĀH. - Termine ebraico da gānaz, d'origine persiana, che significa: « (deposito del) tesoro », « riapostiglio ». Vi si deponevano i rotoli sacri del Pentateuco, singole pagine della Bibbia e dei libri di preghiera e arredi sacri fuori uso, oggetti che con il tempo venivano sotterrati nei cimiteri.

In origine g. indicava l'atto del seppellimento degli oggetti di cui sopra e così pure degli scritti di eretici. Secondo notizie talmudiche i libri dei Proverbi, Ecclesiastie e Ezechiele corsero il pericolo di passare in g. Un rotolo della Tōrāh fuori uso veniva sepolto talvolta in una giarra di terracotta assieme alla salma di un dotto.

A notevole importanza a causa del materiale storico ben conservato assurse la g. di al-Fusṭāf presso il Cairo. Fra altri preziosi documenti vi fu trovato il testo ebraico del Siracide (v. ECCLESIASTICO) e quelli riguardanti la setta di Damasco.

BIBL.: E. N. Adler, s. V. in Jew. Enc., V, p. 612 sg.; S. L. Skoss, s. V. ENOCH. Ind., VII, pp. 250-55; I. Elbogen, s. V. in Jüdisches Lexikon, II, pp. 1014-15.
Cite this article

“GÉNIZĀH.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 30. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/genizah.