GENIO - Sarcofago detto dei Buoni Pastori con genietti intenti a vendemmiare e a mungere (sec. IV) - Roma, Museo Cristiano Lateranense.
II. DOVERI DEI G
1. Amore
Oltre che dovere generale di carità, l'amore dei figli è anche dovere specifico di pietà. Esso abbraccia tre cose: volere il bene dei figli, fare loro del bene e tenerli lontani dal male, sia fisico sia spirituale.L'obbligo dell'amore appartiene al diritto naturale. Attraverso l'istinto si manifesta anche negli animali. Sono note le cure vigilanti con cui gli animali circondano la loro prole. La medesima tendenza si manifesta, in modo anche più evidente, negli uomini. A tal punto che i g. che dimenticano o calpestano questo loro fondamentale dovere, sono considerati dei mostri. I figli d'altra parte, almeno fino ad una certa età, sono incapaci di bastare a se stessi: hanno quindi diritto di essere curati, aiutati, difesi. Al diritto dei figli corrisponde necessariamente il dovere dei g. Si aggiunga che i figli sono parte integrante dei g., nati dalla loro unione, scorre in essi lo stesso sangue, ne crediamo le tendenze buone o cattive, sono un prolungamento della loro vita e del loro amore. Meritano quindi di essere amati come si ama una parte del nostro essere. Questo amore deve essere: affettivo ed effettivo, interno ed esterno, naturale e soprannaturale.
a) Affettivo ed interno. Così che essi cerchino e vogliano sinceramente il bene dei figli sia corporale, sia spirituale, per il presente e per il futuro. Peccano perciò gravemente quelli che odiano o maledicono o desiderano il male ai loro figli, che li offendono con parole gravemente ingiuriose. In quest'ultimo caso però nella pratica molto spesso essi sono scussi dal peccato grave, perché lo fanno nell'impeto dell'ira. Questo amore dei figli dev'essere però regolato. Non dev'essere quindi né esagerato, si da fare dei figli degli idoli, concedendo ad essi tutto, o non correggendoli quando fanno il male; né parziale, così da amare più uno che l'altro figlio, anche se più meritevole; né egoistico, non dev'essere cioè un amore interessato. b) Effettivo ed esterno. I g. cioè non devono soltanto volere il bene dei figli, ma debbono anche procurarlo secondo le loro possibilità. Peccano quindi i g. che non danno ai figli il necessario sia alla loro salute fisica che spirituale o che, potendolo, non allontanano un male che loro sovrasta. c) Naturale e soprannaturale. Naturale, perché i figli sono parte di loro stessi, soprannaturale perché i g. sono cooperatori di Dio nel procreare e santificare i figli.
2) Educazione. - È il primo bene che i g. devono procurare ai figli. Anche questo è un obbligo della legge naturale. «La natura - dice s. Tommaso - non tende soltanto alla procreazione del figlio, ma anche al suo sviluppo e al suo progresso, per condurlo allo stato dell'uomo perfetto» (Sum. Theol., 3ª, q. 41, a. 1). L'edu

Genio - Sarcofago detto dei Buoni Pastori con genietti intenti a vendemmiare e a mungere (sec. iv) - Roma, Museo Cristiano Lateranense.
La legislazione civile è pure severa nei riguardi dei
doveri dei g. verso i figlioli. I g. che violano gli obblighi
di assistenza familiare, oppure abusano dei mezzi di
correzione e di disciplina, oppure si rendono rei di mal-
trattamenti verso i fanciulli, sono puniti con pene varie,
che aumentano proporzionatamente quando al fanciullo
ne venisse una lesione personale grave o gravissima o la
morte (Cod. pen. it., artt. 570, 571, 572).