m. a Roma il 10 nov. 1721. Dal padre Sebastiano,
che era stato seguace del Guercino, ebbe i primi in-
segnamenti. Allievo a Fermo di un certo Lorenzino,
fu poi a Roma ove si fece conoscere con il quadro
raffigurante le Anime del Purgatorio per l'altar
maggiore della chiesa del Suffragio (prima del 1674).
Accolto nell'Accademia di S. Luca vi fu eletto segre-
tario, acquistandosi presto rinomanza e prestigio, tanto
da essere ricercato dai nobili per l'acquisto dei loro quadri
e per il restauro di opere d'arte. Venne così ad esercitare
nel suo tempo un'influenza considerevole, e che va certa-
mente oltre i suoi effettivi meriti artistici di modesto se-
guace di Pietro da Cortona. Tra le sue opere romane si
ricordano: S. Stefano e s. Lorenzo (firmato e datato 1676)
a S. Cecilia; cinque pitture nel soffitto della cappella di
S. Francesco Solano all'Arcoceli (1675-86); S. Giuseppe
con Gesù Bambino adorato da s. Nicola e da s. Biagio in
S. Maria in Via Lata (1686); Creazione d'Adamo; Risurre-
zione dei morti; La Maddalena e Rebecca per S. Maria in
Vallicella (1700 ca.). Altre opere lasciò in Ascoli Piceno
e nei dintorni.