GIADA

GIADA. - Pietra dura usata in Cina nelle arti industriali: essa proviene da due silicati, la nevrite e la giadeite, di calcio e magnesio il primo, di sodio e alluminio con silicato di ferro il secondo, ambedue di durezza notevole e di particolare lucentezza. Il suo colore è generalmente verde, in una gamma che va dal grigio chiaro con sfumature verdastre al verde scurissimo.

Venne usata fin dai tempi delle più antiche dinastie

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(da St. Chertis Fatt, Chiteste Zofs, Londra 788. 120. 21) Giada - Candelière in nevrite del periodo di Ch'ion Lung (ca. 1750 a. C.) - Londra, Coll. Lady Lever.

per oggetti di piccole dimensioni, per lo più amuleti, gioielli e ornamenti della persona, ma si incisero nella g. anche piccole statuette
per oggetti di piccole dimensioni, per lo più amuleti, gioielli e ornamenti della persona, ma si inciano nella g. anche piccole statuette votive, figure di animali e fiori stilizzati con un complesso significato simbolico. La lavorazione era effettuata mediante polveri di pietre di maggiore durezza, quali il quarzo, lo smeriglio, ecc.

Scarso è l'impiego della g. in Occidente, ma in molti musei etnografici si conservano interessanti oggetti in G. Italia sono da ricordare quelli dei Musei di Firenze e di Bologna, e dei Musei Pigorini e Lateranense a Roma.

Bibl.: Bishop collection, Investigations and Studies in Yade, Nuova York 1905; O. Münsterberg, Chinesische Kunstgeschichte, Esslingen 1912, p. 340; J. C. Ferguson, Outlines of chinese art, Chicago 1918, pp. 65-81; G. Vacca, s. V. ENOCH. Ital., XVI, pp. 944-45; L. Bachofer, A short history of chinese art, Nuova York 1944.