GIAN CRISTOFORO ROMANO. - Scultore, architetto, medaglista, Isaia da Pisa (v.) n. a Roma nel 1470, m. a Loreto il 31 maggio 1512. Nel 1490 era a Ferrara per scolpire il busto di Beatrice d'Este oggi al Louvre. L'anno successivo era a Pavia, intento a lavorare al monumento funebre di Gian Galeazzo Visconti nella Certosa. Il lavoro proseguì fino al 1497. Nel 1498 era a Mantova presso Isabella d'Este Gonzaga di cui ha lasciato una bella medaglia. A Mantova, dove rimase fino al 1505, fece anche altri lavori, fra i quali va ricordata la porticina dello studiolo della Marchesana nel Palazzo Ducale e la tomba della b. Osanna Andreassi. Sul

Giambologna - Fontana dell'Oceano - Firenze, Giardino di Boboli.
finire del 1505 era a Roma dove modellò una medaglia di Giulio II. Pratico d'architettura, nel 1509 si recò con Bramante a Loreto per studiare le opere necessarie a quella Basilica, ed a Loreto dopo tre anni chiuse la sua vita.
Caratteristico esponente di un gusto, più che tradizionale, raffinatamente neoclassico, sulla via per molti aspetti indicatagli dal padre, quasi indifferente al grande movimento di trasformazione che s'andava operando ai suoi giorni nel campo artistico, G. C. godette fama presso i suoi contemporanei soprattutto quale incisore di gemme e cristalli. Nulla di lui è rimasto in quel genere di lavori, tuttavia le sue sculture e le sue medaglie lasciano facilmente intendere quali fossero i suoi gusti per l'aulica maniera e la esecuzione perfetta.