GIAMBULLARI, Pierfrancesco. - Letterato, n. a Firenze nel 1495, m. ivi il 24 ag. 1555. Godette protezione da Giuliano duca di Nemours e da Leone X. Nel 1515 venne nominato canonico della basilica di S. Lorenzo.
Primo custode della libreria laurenziana, appare tra i primi aggregati dell'Accademia degli Umidi, poi Fiorentina, in cui ebbe, fra l'altro, l'incarico di riformatore della lingua (1551). Scrisse rime d'amore e canti carnascialeschi, poi ripudiati. Sua opera principale è la Storia d'Europa (Venezia 1566) in 7 libri, incompiuta, giudicata dal Giordani «la più perfetta prosa del Cinquecento». Condotta con ampia concezione e diligenza nell'uso delle fonti (fra cui l'Antapodosis di Liutprando) non si allontana però dal tipo retorico umanistico, e va dall'877 al 947. Nel dialogo Il Gello (Firenze 1546) il G. sostenne la curiosa derivazione del fiorentino dall'aramaccio. Primo esempio di grammatica d'autore toscano è Della lingua che si parla e si scrive a Firenze (ivi 1551). Da ricordare, fra le lezioni accademiche, il De l' sito, forma e misura dell'Inferno dantesco (ivi 1544).