ISAIÀ da Pisa. - Scultore attivo a Roma e a Napoli intorno alla metà del sec. XV. Nel 1447 a Roma è incaricato, quale successore del Filarete, del compimento della tomba di Antonio Martínez Chiaves, cardinale di Portogallo (ora frammentaria in S. Giovanni in Laterano), e nello stesso anno partecipa ai lavori per la sepoltura del papa Eugenio IV (ora in S. Salvatore in Lauro, nel chiostro).
Del 1450-51 sono i progetti per il coronamento della facciata del duomo di Orvieto (non eseguiti). Nel 1456-58 lavora a Napoli per l'Arco di Castel Nuovo, nel 1460 è nuovamente a Roma agli ordini di papa Pio II, per cui esegue il tabernacolo di S. Andrea per S. Pietro, ora frammentario nelle Grotte Vaticane. Fra le altre sue opere si ricordano il lavabo di S. Maria Maggiore ed il rilievo dell'architrave di S. Marco. La sua arte deriva dalla scultura pisana, di cui continua a riecheggiare temi: tuttavia la sua debole ma chiaramente individuale personalità artistica ondeggia fra varie tendenze, che vanno dall'amore per l'antico al ricordo di Donatello, con risultati di energia plasticità e di insistenti calligrafismi. I. da P. è il padre dello scultore Gian Cristoforo Romano.