GARASSE, FRANÇOIS. - Gesuita, polemista, n. a Angoulême nel 1584, m. a Poitiers il 14 giugno 1631. Predicatore efficace a irruente, deve però la sua celebrità alle opere di polemica, che lo misero alle prese con tutti i nemici della religione, ugonotti, gallicani, libertini. Logico, caustico, impetuoso, non risparmiò nessuno, né misurò sempre le parole; perciò più che attrarre simpatia alla causa che difendeva, esacerbò gli animi e accrebbe gli odi, tanto che dovette essere trasferito a Poitiers, dove scrisse: Histoire des Jésuites de Paris pendant trois années 1624-26 (a cura di A. Carayon, Parigi 1864). Morì in servizio dei colpiti dalla pestilenza.
Le opere principali: Horoscopus Anticotonis (s. l. 1614; contro i nemici dei Gesuiti); Elixir Calvinisticum (Charenton 1615; contro i protestanti); Le banquet des anges (s. l. 1617; contro il gallicano L. Servin); Le Rabelais réformé (Bruxelles 1619; contro il ministro anticlericale P. Dumoulin); La doctrine curieuse des beaux esprits (Parigi 1623; contro gli atei, i liberi pensatori a specialmente contro il poeta T. de Vian); Somme théologique des vérités capitales de la religion chrétienne (ivi 1625), dedicate a Richelieu; ma censurata dalla Sorbona e dai giansenisti.