FRAYSSINOUS, DENIS-LUC-ANTOINE. - Vescovo ed apologista, n. a Vayssière il 9 maggio 1765, ed ivi m. il 12 dic. 1841. Entrato nella Società di S. Sulpizio a Parigi, fu ordinato sacerdote nel 1789. Professore di teologia dogmatica al Seminario di S. Sulpizio nel 1800, dal 1801 in poi, dapprima nella chiesa dei Carmelitani poi a S. Sulpizio, tenne le sue celebri conferenze religiose, assai frequentate dall'aristocrazia intellettuale francese. Vietate da Napoleone nel 1809, esse furono riprese nel 1814. Nuovamente interrotte nel periodo dei « Cento giorni » vennero continuate fino al 1822 e furono pubblicate nel 1825 con il titolo Défense du christianisme.
Nel 1818 aveva dato alle stampe Vraie principes de l'Église gallicane, in cui l'errore nascondeva le sue inconscienze sotto il velo di una deferenza verbale sintetizzata nel singolare appello finale: Siamo gallicani, ma siamo cattolici! Acquistò rapidamente onori e dignità, suscitando proteste. Nominato dal governo imperiale ispettore d'Accademia, durante la restaurazione divenne vicario generale di Parigi, primo cappellano del re, vescovo di Ermopoli, gran maestro dell'Università, accademico, pari di Francia, ministro degli Affari ecclesiastici e della Pubblica Istruzione. A più riprese si dimostrò inferiore ai suoi impegni: costretto dalla sua deferenza politica a delle riserve e a delle esitazioni, dovette abbassare le armi per timore di ferire il Re nel difendere Cristo. Rimase nascosto durante la rivoluzione del 1830; dopo, trascorse due anni in Roma, e quindi si recò a sostituire i Gesuiti in Austria, quale precettore del duca di Bordeaux (1833-1858). Tornato poi al paese natio, vi rimase fino alla
morte. A F. spetta il merito del primo abbozzo di quell'insegnamento superiore impartito con tanto splendore dagli oratori della cattedra di Notre-Dame di Parigi.