FIDEISMO

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FIDEISMO. – Teoria che esagera l'importanza e il compito della fede diminuendo od anche rendendo quasi nulli i diritti della ragione, fino al punto di negare all'umano intelletto la stessa capacità di conseguire qualsiasi verità, anche di ordine naturale.

Il f. è un sistema filosofico e teologico secondo che la sua applicazione viene estesa ad ogni genere di conoscenza oppure si limita al campo religioso. Se per fede si intende l'atto puramente umano per cui si crede ad una verità in virtù dell'autorità dei genitori e delle generazioni passate che l'hanno trasmessa, il f. riceve spesso tradizionalismo (v.); mentre si vuol significare l'atto soprannaturale di fede necessario alla giustificazione, si ha il f. nel senso stretto e rigoroso del termine. Accanto al f. assoluto, che proclama la totale e necessaria inoperosità della ragione nel processo dimostrativo della esistenza di Dio, delle altre premesse della religione naturale e della divinità del cristianesimo, c'è pure il f. moderato o semididatismo, il quale ammette la possibilità e l'utilità di certe operazioni razionali, il cui valore però non supera il grado della semplice probabilità.

Per vie diverse si è arrivati al f. Se il f. come tendenza dàre troppo poco alla ragione e troppo alla fede o credenza, ha avuto origine da quella sfiducia nel valore della ragione che dai sofisti della Grecia ai critici moderni non è mai interamente scomparsa dalla storia del pensiero umano, come sistema è apparso in seno al cattolicesimo nella prima metà del sec. XIX, per reazione agli eccessi del razionalismo, e conta tra i suoi principali fautori i sostenitori A. de Bonald (m. nel 1840), F. de Lamennais (m. nel 1854), G. Ventura (m. nel 1861), L. Bautain (m. nel 1867), A. Bonnetty (m. nel 1879). F. Brunetière (m. nel 1906). Essi furono mossi da nobili e sante intenzioni, cioè dal vivo desiderio di salvare la fede cattolica da tutti gli attacchi e difenderla da tutte le obiezioni degli increduli e dei razionalisti. Ma in realtà sottraendo alla fede la prova della ragione e affermando che è la fede che conduce alla fede, essi contribuirono, senza volerlo, a perpetuare l'antica calunnia, che, lanciata già dal filosofo pagano Celso, si sente continuamente ripetere fino ai giorni presenti anche sulle labbra degli avversari più seri e più benevoli verso i cattolici. Perciò la Chiesa intervenne subito con grande tempestività, fermando in diverse circostanze i diritti della ragione, specialmente per quanto riguarda i fondamenti della fede.

Per l'insegnamento della Chiesa sulla credibilità razionale della fede cattolica, V. FEDE.

BIBL.: V. BAINVEL, VINCENT, Foi, Fidélisme, in DFC, II, coll. 171-275; G. Monti, Apologetica scientifica della religione cattolica, Torino 1922, pp. 33-40; G. Brunhes, La foi et sa justification rationelle, Bayen 1925; M. Brillant-M. Nédoceille, Apologétique, Bayen 1925, pp. 5-21; cf. inoltre i trattati dogmatici sull'analisi dell'atto di fede. Sulla storia del f. cf. S. Harent, Foi, in DTC, VI, coll. 171-236; R. Aubert, Le problème de l'acte de foi, Louvain 1943. Giuseppe Monti-Emanuele Chietini