FAURÈ, GIOVANNI BATTISTA. - Gesuita, teologo, n. a Roma il 25 ott. 1702, m. a Viterbo il 5 apr. 1779. Passò quasi tutta la vita nel Collegio Romano, insegnando filosofia, teologica dogmatica e polemica, circondato dalla fama costante di professore acuto e di strenuo difensore della Fede contro il giansenismo e l'illuminismo allora imperversanti. Alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773), venne rinchiuso con il p. generale L. Ricci e alcuni com-
pagni a Castel S. Angelo, per timore della sua penna in difesa dell'Ordine. Liberato da Pio VI nel 1775, si ritirò a Viterbo.
Polemista intelligente, avrebbe potuto tenere il primo posto fra i teologi del suo secolo, se l'indole impulsiva e feccosa non l'avesse portato a divagare in polemiche spiacevoli, spesso esagerate, inasprite anche dalla circostanza che le sue opere uscivano per lo più anonime. Così avvenne nella discussione contro il domenicano D. Concina e in difesa del p. B. Benzi, a proposito della questione di alcuni casi riservati a Venezia: la Ritrattazione solenne di tutte le ingiurie... stampate in vari libri da fra D. Concina (Napoli 1744) a lui attribuita, fu messa all'Indice il 17 giugno 1744. All'Indice pure: Commentarium in bullum Pauli III - Licet ab initio - datum a. 1542 (a. l. 1750), dove, sotto il pretesto di fare la storia del tribunale dell'Inquisizione, faceva, invece, un'aspra critica intorno al modo di agire degli inquisitori, in prevalenza domenicani, tacciati di parzialità e di prevenzioni nella condanna dei libri (decr. 15 luglio 1757) e Dissertatio dogmatica de praxi quesselliana (a proposito della dilazione dell'assoluzione), sospesa nella stampa a p. 80 (decr. 23 sett. 1757), che comparve postuma e compiuta da un suo confratello nell'In Arnaldi librum de frequenti communione (Roma 1791). Altre opere degne di ricordo: Selectae dissertationes polemicae (3 voll., Roma 1771), Selectae dissertationes de Sacramentis (3 voll., ivi 1771), Miscellanea dissertationem polemicarum (ivi 1772); Memorie apologetiche (2 voll., Viterbo 1774-79); S. Aurelii Augustini enchiridian de fide, spe et caritate, votis theologis illustratum (Roma 1755, ripubblicato, in seguito, a cura dei pp. C. Passaglia e A. Ballerini [ivi 1847] con la parte dell'opera andata perdura e ritrovata di poi), dove il F. appare uno dei più versati nella lettura e nella comprensione del s. Dottore: Dubitationes theologicae de iudicio practico... super poenitentiis praecipue consuetudinarii aut recidivi dispositione... postumo, a cura di C. Passaglia e A. Ballerini (Lugano 1840; 4ª ed. Lovanio 1843), con biografia e bibliografia dell'autore. Classico poi appare nelle due opere intorno al culto del S. Cuore: Digiletti confidenziali critici (Venezia 1772) e Saggi teologici (Lugano 1773).