Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

GERACE, DIOCESI DI

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Noto anche come: latino: Dioecesis Geracensis

GERACE, DIOCESI di - Interno della Cattedrale, iniziata nel 1950.
GERACE, DIOCESI di - Interno della Cattedrale, iniziata nel 1950.

GERACE, DIOCESI di - G., nella Calabria meridionale, in provincia di Reggio, a 480 m. sul livello del mare, su un altopiano che congiunge l'Aspromonte alle Serre. È l'erede di Locri Epizefirii, colonia greca fondata nel 673, repubblica rivale di Reggio e di Crotone, che nella legislazione di Zalcucovanta il più antico codice scritto in tutta l'Europa. Conquistata da Scipione l'Africano nel 205 a. C., perdette la sua importanza per tutto il periodo romano e fu distrutta dai Saraceni nel sec. VII. I superstiti abitanti si rifugiarono sulla montagna, dando origine a G. Superiore, detta S. Ciriaca nei documenti greci. Quivi si trasferì anche il vescovato, contrariamente a quello che scrive l'Ughelli, che parla di unione del vescovato di Locri con quello di G. In realtà nei documenti medievali si fa sempre menzione di un solo vescovo: di Locri dall'inizio al sec. VII; di S. Ciriaca nei documenti greci, cioè nel secc. VII-XI; di G. nei documenti latini, cioè dal sec. XI in poi.

La d. di G. è tra le più antiche della Calabria: un'iscrizione cristiana del 501, trovata nel suo territorio, attesta della vitalità del cristianesimo fin dal sec. IV. Gli scrittori locali ricordano un Basilio, che nel 451 sarebbe intervenuto al Concilio di Calcedonia, dove si firma vescovo di Paleopoli, che sarebbe la dizione adottata da Locri nel primo medioevo. Ma oltre che la dizione sarebbe prematura per quella data, non vi è alcun dubbio che si tratta di un'appropriazione indebita, poiché a Calcedonia non partecipò alcun vescovo italiano, oltre i legati papali, e quindi la Paleopoli nominata è l'omonima città dell'Oriente. Anche il vescovo Pietro, intervenuto al Concilio di Felice III nel 487, secondo il Lanzoni, non è «episcopus Locrensis», ma «Locrensis», cioè di Loro in Etruria.

S. Gregorio Magno ricorda diverse volte la chiesa di Locri. Dal suo Registro risulta che nel 597, alla morte del vescovo Dolcino, il popolo inviò a Roma la proposta di un candidato che il Papa non poté accettare; si dovette cercare presso Catania un prete di Tauriano, di nome Marciano, che ebbe l'approvazione pontificia.

Nel sec. VIII G., come tutte le altre diocesi della Calabria, fu staccata da Roma e aggregata al patriarcato di Costantinopoli, il quale, creata la metropoli di Reggio, le assegnò anche G. come suffraganea. I Normanni ricondussero le diocesi della Calabria alla dipendenza di Roma, ma le circoscrizioni bizantine furono mantenute e quindi G. restò sempre suffraganea di Reggio. Il rito greco però vi durò molto a lungo, essendovi stato soppresso da Atanasio Calceopilo nel 1461. Nel suo territorio i monasteri greci abbondavano e molti vescovi furono monaci basiliani.

Tra i suoi presuli, oltre il Calceopilo, che nel 1472 ebbe anche la diocesi di Oppido, rimasta unita a G. per mezzo secolo, sono da ricordare Gioannicio e Giovanni Tirso, monaco basiliano della prima metà del sec. XIV, di santa vita; il monaco Barlaam di Seminara, il più grande controversista del sec. XIV, maestro di greco del Petrarca e antesignano dell'Umanesimo; Simone Atumano, dottissimo biblista; i caridi, Olivieri Caraffa, Bandinello Saulio, Francesco Armellino Medici e Alessandro Cesarini, tutti del sec. XVI; Andrea Candida (1552-74) che eresse il Seminario, e Ottaviano Pasqua (1574-91), che raccolse le memorie dei suoi predecessori.

La cattedrale di G. è uno degli edifici più interessanti della Calabria. Fu costruita dai Normanni; la nave centrale poggia su 24 colonne, provenienti dall'antica Locri. Ha un magnifico coro intagliato.

In diocesi, in comune di S. Luca, trovasi il santuario della Madonna di Polsi, di origine basiliana, uno dei più celebri e frequentati della regione, le abbazie basiliane di s. Nicodemo di Mammola e di s. Nicola di Butramo.

Sono originari di G. i ss. Iciunio e Antonio, basiliani; il b. Antonio capp., il ven. Girolamo, domenicano; il ven. Bonaventura Perna, conventuale. Mammola, ridente cittadina della diocesi, celebre per il monastero basiliano di s. Nicodemo, che vi morì nel 990, ha dato i natali ad Apollinare Agresta e Giuseppe Del Pozzo, generali dell'Ordine basiliano, e a Gian Crisostomo Scarfò, monaco basiliano e scrittore apprezzato del sec. XVIII.

La d. di G. misura 3500 kmq.; ha 20 vicariati, con 73 parrocchie, 107 sacerdoti diocesani e regolari, una popolazione di 148.700 cattolici su 149.000 ab.

Bibliografia12 opere
BIBL.: Ughelli, IX, pp. 303-98; G. Fiore, Calabria illustrata, II, Napoli 1742, pp. 305-308; O. Pasqua, Vitae Episcoporum Eccl. Hieracensis, ivi 1755; M. Malerbi, Vitae Episcoporum Hieracemium, ivi 1755; B. Morisciano, G. (Chiesa di) in Enciclop. dell'Eccl., IV (1845), coll. 621-23; P. Scaglione, Storia di Locri e di G., Napoli 1856; G. B. Raso, Censo storico sulla città di G. dall'bre volgare ai tempi nostri, ivi 1882; Lanzoni, p. 218; D. Zangari, Per la storia di G., in Riv. crit. di cultura col., 1921, pp. 320-56; A. Oppedisano, Cronistoria della d. di G., Gerace Superiore 1934; Cottincan, I, col. 1274; D. Vendola, Rationes decimorum Italiae nei scc. XIII-XIV, Apulia, Calabria, Lucania (Studi e testi, 84). Città del Vaticano 1939, pp. 235-40.

Francesco Russo

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 80–81.

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Russo, Francesco. “Gerace, diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 80–81. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/gerace-diocesi-di.

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Russo, Francesco. “Gerace, diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 80–81. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/gerace-diocesi-di.

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