GEPIDI. - Popolazione di stirpe gotica che, ca la metà del III sec. d. C., dalle regioni baltiche scese verso i Carpazi. La più antica menzione si trova nella vita di Probo nella Historia Augusta. Ammessi con altri barbari entro i confini dell'Impero, si comportarono da ladroni, e furono combattuti e scacciati da Probo (Probus, 18). Attila li trascinò seco nelle sue rovinose scorrerie. Vinto Attila e disfattosi il suo regno, i G. riuscirono a mantenersi nella Dacia già occupata dagli Unni, ed estesero i loro confini anche a sud del Danubio, occupando fra l'altro le città della Mesia, Sirmium e Singidunum. Nemici
degli Ostrogoti, tentarono di sbarrare loro la via verso l'Occidente e verso l'Italia ma furono battuti (489).
Più lunghe lotte ebbero poi con i Longobardi che si erano stanziati in Pannonia. Si ha ricordo di una prima guerra tra Audoino re dei Longobardi e Turrisendo re dei G. il quale perde in battaglia il valoroso figlio Turrismondo. Dopo alcuni anni di pace, durante i quali i G. furono tra i mercenari di Narsete contro Totila (552), ripresero le lotte con i Longobardi ma il loro re Cunimondo fu pienamente sconfitto e ucciso dal longobardo Alboino. I G. perdettero allora l'indipendenza, e Rosmunda, figlia dell'ultimo re, sposata con violenza dal vincitore, vendicò il padre e il suo popolo dopo il noto atroce insulto di Alboino. Non si ha memoria che sia giunta tra loro la predicazione cristiana.