GESUALDO, ALFONSO. - Arcivescovo di Napoli, n. a. Napoli ca. il 1540 da Luigi conte di Consue e poi principe di Venosa. Clemente VIII lo creò il 25 febbr. 1596 arcivescovo di Napoli; ivi egli spiegò una molteplice attività di pastore e di amministratore.
Alle 39 parrocchie esistenti nella città e insufficienti all'amministrazione dei Sacramenti e alla cura delle anime, furono per suo ordine aggiunte altre 15. Spirito combattivo, ebbe una lite con il card. Bellarmino che voleva sottrarre alla sua giurisdizione l'Isola di Procida; e il Papa, convinto dalle dotte prove documentarie addotte dal G., confermò i suoi diritti. Prelato di esemplare pietà ed austerità, si adoperò a riformare in Napoli i monasteri delle monache, ma incontrò l'opposizione dei seggi della città, gelosi di certe prerogative che il G. tentava d'intaccare. M. a 63 anni, al principio del 1603 (o 1605).
GESUITI. - I G. o « Chierici Apostolici di S. Girolamo » furono fondati nel 1360 dal b. COLOMBINA (v.) e si dedicavano ad una vita di rigorosa penitenza e all'esercizio delle opere di misericordia, specialmente all'assistenza degli infermi.
Nel 1367 ottennero da Urbano V a Viterbo l'approvazione dell'Ordine. Dal ripetere che facevano di frequente nelle loro prediche il nome di Gesù, furono detti G. Vestivano una talare bianca, stretta al fianco da una cinghia di pelle, con un cappuccio bianco quadrato ed un mantello grigio. Dapprima i loro statuti erano modellati, grosso modo, sulla Regola benedettina; dal 1426 adottarono la cosiddetta Regola di s. Agostino e le costituzioni compiute dal b. Giovanni di Tossignano, priore di una delle loro case.
I G. ebbero un notevole sviluppo in Italia; nel 1425 alcuni di essi si stabilirono a Tolosa, dove conducevano vita ermetica, sul tipo della camaldolese. Nelle frequenti epidemie del tempo si distinsero per il loro altissimo spirito di sacrificio nell'assistere i colpiti e seppellire i morti; si erano pure specializzati nella fabbricazione di medicamenti e dell'acquavite, e per questo erano anche chiamati i Padri dell'acquavite. Essi furono tutti senza eccezione, laici, fino al 1606, quando Paolo V concesse che potessero ascendere al sacerdozio, per cui in ogni monastero vi erano uno o due sacerdoti.
Appartenero all'Ordine dei G. il b. Giovanni da Tossignano e il b. Giannetto da Verona, Bianco da Siena, il dolce poeta mistico quattrocentesco, Paolo Morigina (m. nel 1604) autore di una Storia degli uomini illustri del suo Ordine, e Bonaventura Cavalieri, noto matematico.
Nel sec. XVII essendo l'Ordine decaduto dal primitivo fervore, fu soppresso da Clemente IX con la bolla Ro-manus Pontifex (6 dic. 1668).
Verso il 1367 il b. Colombini indusse la cugina Caterina Colombini (m. il 20 ott. 1387) a istituire le Gesuate, o Povere Gesuate della Visitazione della Madonna, con scopo contemplativo. Esse osservavano il silenzio, digiunavano frequentemente, si flagellavano due volte ogni notte, portavano il cilicio e dormivano sulla paglia. Le Gesuate sopravvissero in Italia come Congregazione, fino al 1872.