Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Folklore

COLOMBINA

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Noto anche come: Scoppio del Carro

COLOMBINA. - Con tale nome è conosciuta la festa dello « scoppio del carro » che ha luogo a Firenze ogni anno il Sabato Santo, al momento in cui si sciolgono le campane e s'intona il Gloria. Il carro, contornato di fuochi d'artificio, sta nella Piazza del Duomo davanti alla porta principale: e la c., scorrendo sopra un filo, parte dall'interno della chiesa e va, mediante un appropriato congegno, ad accendere i fuochi del carro. Vi accorre moltissima gente, specie dalle campagne e dai paesi circostanti perché i contadini sogliono trarre gli auspici per il raccolto dallo scorrere più o meno veloce della c., o dall'interrompersi della sua corsa, o anche dal tornare indietro.

Una lunga tradizione, che risale al medioevo e che vien riferita attraverso i secoli dai diversi cronisti fiorentini, attribuisce alla famiglia dei Pazzi il privilegio dello scoppio del carro. Secondo tale tradizione, ove non mancano elementi leggendari, un Pazzo o Pazzino de' Pazzi, che partecipò alla liberazione del S. Sepolcro nel 1099, ebbe da Goffredo di Buglione, in ricompensa del suo valore, l'autorizzazione di togliere alcuni pezzi di pietra viva che toccavano il Sepolcro di Cristo. Ogni anno, per il Sabato Santo, la famiglia Pazzi esponeva tali pietre in una cappella e da esse i devoti solevano trarre il fuoco santo da portare alle proprie case. Il rito acquistò con l'andare dei secoli sempre maggiore importanza e magnificenza, sì che si costruì una macchina o carro, a cui si dava fuoco il Sabato Santo al momento della Resurrezione. Il carro fu poi sostituito con altro più lussuoso e stabile e, al tempo di Leone X, venne arricchito di « fuochi artificiali e lavorati ». L'attuale carro è posteriore al sec. XVII e fu ridipinto nel 1765. Dal 1864 l'onere della celebrazione della festa è stato assunto dal comune di Firenze, il quale provvede a conservare il carro in apposito locale.

L'antica e originale manifestazione ha sempre attirato la curiosità dei turisti stranieri: una nota scrittrice danese, Selma Lagerlöf, ne ha tratto motivo per una sua novella.

Bibliografia
BIBL.: G. Conti, Firenze vecchia, II, Firenze 1928.

Paolo Toschi

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Di Paolo Toschi

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), col. 2006.

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Pagina 1167
vol. 3, coll. 2005–2006

Altre voci di Paolo Toschi: CATERINA D'ALESSANDRIA, SANTA, MARTIRE · CASAZZE · CANT'ARI · CANDELIERE · CAMPANIA

Cita questa voce

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Toschi, Paolo. “Colombina.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, col. 2006. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/colombina.

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Toschi, Paolo. “Colombina.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, col. 2006. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/colombina.

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