CORPUS DOMINI

CORPUS DOMINI - Giovanni recanti in spalla statue in attesa di prendere parte alla processione del C. D. a Visperterminen.
CORPUS DOMINI - Giovanni recanti in spalla statue in attesa di prendere parte alla processione del C. D. a Visperterminen.

Vallese (Svizzera).

cati sotto la direzione del p. St. Axers, di cui l'ultimo è dedicato alla bibliografia); M. Rizhetti, Storia liturgica, II, Milano 1946, pp. 222-27; F. Callaey, Documentazione eucaristica legese dal vescovo di Liegi Roberto Torote al papa Urbano IV, in Miscellanea Paschini, I, Roma 1948, pp. 215-36. Filippo Oppenheim.

FOLKLORE. - Episodio più importante nella festa popolare è la processione.

Il fasto delle verziure e dei fiori, di cui si adornano le vie e le piazze delle città e dei borghi per tutto il tragitto della processione, si completa con la mostra di arazzi, tappeti e coperte. Orvieto rimane il centro dove la festa conserva il più alto significato e il tono più solenne. Preceduto da lunghe teorie di confraternite, di fanciulle vestite da angeli, di pie donne recanti arazzi con scene del miracolo, di giovani vestiti con i costumi delle diverse arti (lanaioli, fabbri, ecc.), il Reliquiario del S.oro Corrale, sorretto da sacerdoti e seguito dal vescovo, vien recato in processione sotto un ricco baldacchino. In alcuni paesi i fiori vengono usati anche per la decorazione della via in cui passa la processione. Celebre è l'inforata di Genzano (Roma) nella quale tutta la strada in salita, che dalla piazza conduce alla chiesa, viene tappezzata di fiori per una lunghezza di ca. 300 m. e scompartita in varie zone con diversi disegni e indovinati effetti di colore. In Sicilia la processione passa sopra veri e propri tappeti che maestranze addestrate, con straordinaria prontezza, stendono al suolo man mano che il sacro corteo procede. A Bologna ha luogo la «sagra degli addobbi» istituita dal card. Paoletti nel 1566. Per due o tre domeniche successive alla festa alcune parrocchie della città, secondo un turno decennale, adornano la propria contrada con festoni d'erbe e fiori, mentre dalle finestre pendono ricchi tappeti. Nei secoli scorsi vi partecipavano anche numerosi carri allegorici: nella sagra celebrata nel 1677 dalla parrocchia di S. Maria del Paradiso, venne eretta presso la chiesa una piramide di 3400 oncie di pane, con la base formata da otto botti di vino, da cui il popolo poteva attingere liberamente. A Vicenza aveva luogo la festa della «rua» (ruota), grande macchina lignea a forma di torre o castello, alta 24 m. e poggiata sopra un carro sorretto a spalla da 80 portatori. La torre era divisa in vari ripiani; in alto troneggiava la «Giustizia», nel mezzo girava la «ruota» che dava il nome alla macchina. La festa serba in molte regioni aspetti drammatici: assai noti sono i dodici «misteri» di Campobasso (una volta erano diciotto), specie di macchine portate a spalla da robusti giovani e raffiguranti delle scene sacre per mezzo di quadri plastici (s. Antonio, s. Isidoro, la Maddalena, l'Immacolata, il sacrificio di Abramo, ecc.). Anche a Scanno si rappresentavano con scena muta il sacrificio di Abramo e altri episodi sacri come lo Sposalizio della Vergine. Numerose le credenze del popolino relative ai vari aspetti della processione. A Ortona si ritiene che le stoffe esposte alle finestre, benedette al passaggio del Santissimo, non si tardino; a Lanciano invece si crede che il punto dove sosta la grande croce, opera del celebre orafo Nicola da Guardiagrele che viene portata in processione solo per il C. D., indichi la prossima morte del capo di una delle case più vicine.

La festa del C. D. ha avuto grandissima diffusione anche fuori d'Italia, dando luogo a manifestazioni con carri, danze, e altre espressioni di gioia popolare. - Vedi tav. XXIX.

BIBL.: L. Du Sel des Monts, La fête-Dieu: étude d'histoire religieuse d'après des documents originaux, Nantes 1858; L. A. Veit, Volkfrommes Brauchtum und Kirche im deutschen M.A., Friburgo in Br. 1936; P. Toschi, Feste e santi nella tradizione popolare; il C. D., in Ecclesia, 5 (1946), pp. 285-87. Paolo Toschi