Enciclopedia Cattolica vol. IV, 1950 Folklore

CORNOMÀNIA

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CORNOMÀNIA. - Festa popolare romana che aveva luogo nel pomeriggio del sabato in albis al Laterano alla presenza del papa e che poi continuava nelle singole parrocchie dell'Urbe.

Il nome c. (anche cornomannia) sembra derivi dalle parole cornu e μανία, frenesia delle corna, dall'aspetto frenetico che doveva assumere il ballo dei singoli mansionari che recavano in capo una corona cornuta. L'ipotesi ingegnosa del Mercati secondo cui tale nome deriverebbe da κοφμός (tronco) e μανία non sembra convincente.

L'origine di questa festa sacro-profana non ci è conosciuta; se ne ha la prima testimonianza nel prologo premesso nell'876 al poemetto buffo satirico intitolato Caena Cypriani (v.) da Giovanni Diacono (cf. testo critico in A. Lapôtre, p. 319). Essa cessò sotto il pontificato di Gregorio VII «postquam expendium guerre crevit», come osserva Benedetto Canonico (cf. P. Fabre, p. 23) con probabile allusione alle lotte contro Enrico IV. La più antica descrizione di questa festa ci è stata conservata, sotto il titolo De laudibus cornomanniae, nel ms. di Cambrai 512 (sec. XII, 2ª metà) contenente il Liber politicus di Benedetto Canonico (1140).

Nel pomeriggio del sabato in albis, come si è detto, gli arcipreti delle diciotto diaconie, radunati clero e parrocchiani, si recavano al Laterano. L'arciprete era rivestito del piviale e il mansionario (sacrestano) di tunica o di camice con in capo una corona cornuta di fiori «coronatus corona de floribus cornuta» e in mano il finobolo, istrumento concavo di rame ornato di campanelli. Quando il popolo delle diciotto parrocchie o diaconie era radunato, il papa scendeva dal suo palazzo e andava a sedersi vicino alla «Follonia»; intanto gli arcipreti, disposti in cerchio clero e parrocchiani, davano inizio al canto delle «laudes cornomanniae», ossia ad acclamazioni, di cui si ha il testo in latino e in greco. Nel contempo il mansionario si metteva a ballare e a suonare il finobolo «cornutum caput reclinando». Terminati i canti, un arciprete saliva a ritroso su di un asino e quindi piegandosi all'indietro per tre volte tentava di prendere in un bacile, tenuto sulla testa dell'asino da un cubriculario, tre manate di soldi che restavano poi di sua proprietà. Seguiva da parte degli arcipreti e del clero l'offerta al papa delle corone con una curiosa eccezione: l'arciprete di S. Maria in via Lata offriva inoltre un volpacchiotto non legato, che naturalmente fuggiva, quello di S. Maria in Aquiro un gallo, e quello di S. Eustachio un piccolo daino. Gli arcipreti ricevevano un donativo dal papa e la festa terminava con la sua benedizione.

Di ritorno alla propria parrocchia (diaconia) il mansionario con un sacerdote accompagnato da due altre persone, recando seco acqua benedetta, fronde di lauro e pasterelle (nebulas), percorreva la parrocchia saltando e cantando. Il sacerdote benediceva le case, bruciava nei focolari le fronde di lauro e distribuiva le pasterelle ai bambini, mentre il mansionario cantava due versi incomprensibili: «Iaritan, Iaritan, Iarariasti, Raphayn, Ierconyn, Iarariasti». Ogni capo di famiglia dava poi la sua offerta.

Bibliografia4 opere
BIBL.: P. Fabre, Le Polypyque du chanoine Benoît, in Travaux et Mémoires des Facultés de Lille, 1 (1889), 3ª memoria, pp. 1-36. L'ed. del De laudibus occupa le pp. 18-24 (seguono altri interessanti testi per le feste popolari del 1º genn., di carnevale, di mezza quaresima, e delle ottobrate); ed. critica di tutti questi testi in P. Fabre e L. Duchesne, Le Liber Crassum, II, Parigi 1905, pp. 171-74 (cf. I, ivi 1889-1910, pp. 107-13), condotta sui codd.: di Cambrai sopraricordato, Valicelliano F. 73 del sec. XV, già pubblicato da G. Amati, in Bibliografia romana, I, Roma 1880, pp. CXLIV-VI (cf. pp. XXXVI-XXXIX) e Vat. lat. 5348 del sec. XV; A. Lapôtre, Le souper de Jean Diocès, in Mélanges d'arch. et d'hist., 21 (1901), pp. 319, 345-348; S. Mercati, Sull'etimologia del vocabolo cornomannia, in Rendiconti pont. accad. rom. d'arch., 4 (1926), pp. 279-89.

A. Pietro Frutaz

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), coll. 572–573.

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Frutaz, Amato Pietro. “Cornomània.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IV, coll. 572–573. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/cornomania.

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Frutaz, Amato Pietro. “Cornomània.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 572–573. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/cornomania.

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