CORNOLDI, GIOVANNI. - Gesuita, uno dei principali restauratori del tomismo in Italia, n. a Venezia il 29 sett. 1822, m. a Roma il 18 genn. 1892.
Disgustato delle dottrine filosofiche del suo tempo, anche di quelle che gli erano state insegnate al collegio Romano, si rivolse alla filosofia aristotelico-tomista. In una sua prima opera criticò il meccanicismo del p. S. Tongiorgi e il dinamismo del p. A. Secchi e ripropose la dottrina ilemorfica sulla costituzione dei corpi. Divenuto nel 1876 scrittore e poi rettore di La Civiltà Cattolica, difese sempre più apertamente, insieme con il Taparelli, le più genuine dottrine tomistiche. Fu il fondatore e l'anima delle due accademie tomistiche: l'Accademia filosofico-medica di s. Tommaso a Bologna, col suo periodico La scienza italiana, 1876-90, fusasi poi con La scuola cattolica di Milano nel 1891; l'Accademia romana di s. Tommaso d'Aquino, col suo periodico omonimo (1881-99),
di Roma e di Bologna, e ne diresse le riviste scientifiche. Si mostrò deciso avversario dell'opera filosofica del Rosmini.
Opere principali: Lezioni di filosofia ordinate allo studio di altre scienze, Firenze 1872 (tradotte in francese, spagnolo, inglese, slavo e in latino con il titolo: Institutiones philosophicae); Prolegomeni sopra la filosofia italiana e trattato dell'esistenza di Dio, Bologna 1877; Dei principi fisico-razionali secondo s. Tommaso d'Aquino, ivi 1881; Il rosminianismo sintesi dell'ontologismo e del panteismo, Roma 1881; La Divina Commedia di Dante Alighieri col Commento, Roma 1887; Il sistema fisico di s. Tommaso, ivi 1891.