CORNICE

CORNICE. - La c., oltre che complemento decorativo di un oggetto e particolarmente di un dipinto, è anche, secondo una finalità più strettamente estetica, una riquadratura intesa a delimitarne il campo di gravitazione e nello spazio, e ad insistere sulla realtà figurativa dell'opera. In architettura, essa è una membratura di coronamento di un organismo architettonico (v. ORDINI ARCHITETTONICI).

Le prime c. isolanti le icone bizantine erano per lo più di metalli spesso preziosi, partecipando più direttamente dell'oreficeria che dell'artigianato d'intaglio. L'uso delle c. lignee si affermò nel basso medioevo quando tritici, politici, pale d'altare ebbero c. riccamente intagliate nello stesso legno sul quale poi il pittore dipingeva le sue figurazioni, sagome variabili secondo il modulo e il gusto della bottega, dell'artista o dello stesso committente. Durante il periodo gotico la c. si adattò allo stile internazionale vigente nell'architettura e fu ornatisima, con guglie, pinnacoli, ecc., e quasi sempre dorata. Talvolta la sagoma era ottenuta mediante l'applicazione di pastiglia sul legno e non furono rari i casi (specie nei politici senesi e veneziani) di sculture a tutto tondo incluse nei piccoli tabernacoli e sui pilastrini che inquadravano gli scomparti dipinti. I grandi retablos spagnoli portarono all'estremo tale uso alternando nelle ricche cornici gli scomparti scolpiti a quelli dipinti.

Più semplici le linee delle c. rinascimentali, per lo più a sobrie decorazioni con motivi a ghirlande e festoni di fiori e di frutta; si introdusse anche l'uso delle c. rotonde,

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CORNICE - C. dell'ancona dipinta da Dosso Dossi (sec. XVI). Ferrara, pinacoteca.
di cui si hanno celebri esempi in opere del Botticelli e di Michelangelo. Un tipo assai in uso a Venezia per tutto il Cinquecento fu quello detto sansoviniano con una decorazione a volute in alto e con carlatidi e festoni laterali.

Nel Seicento e Settecento la fastosità del barocco impose anche alle c. sagome ricchissime e complicate e la produzione fu assai vasta specie a Venezia, a Genova, e a Bologna, donde poi s'espanse nella Germania meridionale, in Spagna e in Francia; qui un ordinato sistema dispose un susseguirsi di forme, legate come le altre suppellettili al variabile gusto del tempo.

Nel secolo scorso le sagome furono ricondotte ad un minore impegno decorativo preparando così l'aspetto moderno che, abolito l'oro, ricorre piuttosto ad un semplice isolamento dell'opera dall'ambiente circostante. - Vedi tav. XXIII.

BIBL.: G. Lehnert, Illustrierte Geschichte des Kunstgewerbes. Berlino s. a.; W. Odom, A History of Italian Furniture, Nuova York 1920; F. Rossi, s. V. in Enc. Ital., XI (1931), pp. 431-35. Giovanni Carandente
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“CORNICE.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 333. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/cornice.