CORPUS DOMAS JEJUNIIS

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«CORPUS DOMAS JEJUNIIS». - Inno del Matutino per l'ufficio di s. Giovanni Canzio, di autore ignoto, composto per la sua canonizzazione avvenuta nel 1757. Le virtù del Santo, le molte penitenze con le quali castigava il suo corpo, la carità che lo portava a non negare nulla, sono narrate in versi ai quali manca ogni soffio poetico. L'ultima strofa è una accorata preghiera per la salvezza della Polonia.

BIBL.: G. G. Belli, Gli inni del Breviario tradotti, Roma 1879, p. 326; C. Albini, La poésie du Breviare, Lione s. a., p. 368; G. Bossi, Gli inni del Breviario romano, versione ritmica, Roma 1919, p. 209; A. Mirra, Gli inni del Breviario romano, Napoli 1947, p. 238. Silverio Mattei

Eva, capolavoro di dottrina teologica, fu composto da s. Tommaso d’Aquino, che si servì di antifone, lezioni e responsori già in uso presso alcune chiese particolari.

Qua e là s’introdusse la processione con il S. mo Sacramento, che divenne d’uso comune soprattutto dopo che i papi Martino V (1417-31) ed Eugenio IV (1431-47; cost. Excellentissimus, 1433) l’ebbero arricchita d’indulgenze. L’origine di questa cerimonia deriva dall’usanza di recarsi in processione all’aperto prima della Messa cantata nelle feste maggiori. I Benedettini inglesi celebravano una processione eucaristica già nel sec. xi alla Domenica delle palme (PL 150, 456 sg.); nel sec. xii era d’uso portare in giro dentro la chiesa il S. mo Sacramento in una pisside o in un calice e d’ordinario la processione eucaristica faceva parte dei riti della Settimana Santa (PL 147, 123: per la Chiesa di Roma). Così anche nel giorno del C. D. si usò portare in processione il S. mo Sacramento; ad es., a Colonia lo si portava già prima del 1277. Seguendo un vivo desiderio espresso da Urbano IV, in questa processione si cantavano inni eucaristici, specialmente quelli di s. Tommaso; la benedizione si dava solo alla fine. Il S. mo Sacramento spesso fu portato su «casse» o «barelle» riccamente ornate, sostenute da sacerdoti. La necessità di procurare il massimo decoro a queste processioni diede origine alla confraternita del S. mo Sacramento. Nel sec. xv in Germania s’introdusse l’uso di dare la benedizione con il S. mo Sacramento quattro volte fuori della chiesa, cui precedeva il canto dell’inizio dei quattro Vangeli. Nello stesso sec. xv ebbero origine anche gli spettacoli o rappresentazioni eucaristiche, specialmente della Passione o dell’Ultima Cena del Signore, che in Spagna nel sec. xvii assunsero a grande fama e perfezione nelle Autos sacramentales (Calderón). Andarono però lentamente in disuso nel sec. xviii.

Secondo le prescrizioni della Chiesa la processione ha luogo al mattino dopo la Messa solenne; il rito è descritto nel Rituale romano, tit. IX, cap. 5. In ogni centro (città, borgata anche di più parrocchie) nel giorno del C. D. si fa una sola processione nella chiesa principale; ad essa devono intervenire tutte le famiglie religiose anche esenti, ad eccezione di quei regolari che vivono in stretta perpetua clausura o abitino oltre tre miglia dalla città; debbono intervenire inoltre tutte le confraternite dei laici (can. 1291 § 1); in tutte le altre chiese o parrocchie la processione si può fare nell’ottava, anche fuori della chiesa. In tutta l’ottava è permessa, durante la Messa e nei Vespri, l’esposizione solenne del S. mo Sacramento; in altri tempi non è lecita se non per una causa grave (can. 1274 § 1).

Bibl.: J. Eveillon, Liber de procession. eccles., Parigi 1641, pp. 256-77; F. Seurati, Il C. D., Modena 1879; E. Spagnolo, La processione del C. D., Verona 1901; I. Bruder, Die Fronleichnamsefer zu Mainz um das Jahr 1400, in Der Katholik, 1 (1901), pp. 489-507; P. Jörres, Beiträge zur Geschichte der Einführung des Fronleichnamsefer im Nordwesten des alten Deutschen Reiches, in Römische Quartalschr., 16 (1902), pp. 170-80; K. A. H. Kellner, L’anno ecclesiastico, 2a ed., Roma 1914, pp. 113-18; R. Stapper, Zur Geschichte des Fronleichnamsefer und Dreifaltigkeitsfestes, in Der Katholik, 95 (1916), pp. 321-30; P. Fürstenberg, Zur Geschichte der Fronleichnamsefer in der alten Diözese Paderborn, in Theologie und Glaube, 9 (1917), pp. 314-25; P. Browne, Die Ausbreitung des Fronleichnamsefer, in Jahrb. für Liturgiewissenschaft, 8 (1928), pp. 107-44; id., Textus antiqui de festo Corporis Christi, Münster in W. 1934; A. Tamborini, Il C. D. a Milano, Roma 1935; E. Dumouchet, C. D. Aux sources de la piété eucharistique médiévale, Parigi 1942; C. Lambot-I. Fransen, L’Office de la fête-Dieu primitive. Textes et mélodies retrouvés, Marédois 1946; Studia Eucharistica DCC Annali de condito festo Sanctissimi Corporis Christi, 1246-1946, Anversa 1946 (20 articoli pubblici).