GHINUCCI, GIROLAMO. - Cardinale, n. a Siena da famiglia patrizia, ricoprì varie cariche nella Curia romana: fu chierico ed uditore della Camera apostolica, prefetto della Segnatura dei brevi, segretario di Giulio II nel Concilio Lateranense (1512). Fu vescovo di Ascoli Piceno (1512-18).
Uomo d'ingegno, di grande autorità e consumata prudenza, ebbe molti e delicati incarichi. Leone X gli affidò le prime indagini su Lutero, contro il quale il G., assistito dal Pirelias, introdusse il processo. Nunzio apostolico presso Enrico VIII d'Inghilterra, godette la fiducia del Re, che gli conferì il vescovato di Worcester (1522-35) e lo tenne per un triennio suo oratore alla corte di Spagna. Il 21 maggio 1535 venne da Paolo III creato cardinale diacono con il titolo di S. Balbina. Fu revisore delle lettere apostoliche per l'approvazione della Compagnia di Gesù; fece parte della commissione incaricata di redigere la bolla per l'apertura del Concilio tridentino, e di quelle per la riforma della Curia romana e della Chiesa. Fu degli otto cardinali che Paolo III deputò agli affari del Concilio di Trento. Legato a latere (1538) presso Carlo V e Francesco I, servì, nella tregua di Nizza, da intermediario fra il Papa e il Re francese. Nel 1538 fu fatto amministratore della diocesi di Tropea, e nel 1541, Re
