GHERARDI, Jacopo. - Segretario apostolico. N. a Volterra il 25 luglio 1434. Si recò nel 1458 a Roma, e dal '63 coadiuvò il card. Ammannati. Alla morte di questi (1479) fu nominato segretario apostolico e, dopo poco, cameriere d'onore di Sisto IV. Ritiratosi a Volterra nel 1484, egli ne doveva essere richiamato tre anni dopo.
Infatti, scoppiata la guerra tra Innocenzo VIII e Ferrante I d'Aragona in séguito alla famosa «congiura dei baroni», il Papa sentì la necessità di inviare un diplomatico a Napoli, il quale contestasse in suo nome al Re il diritto di punire i ribelli, e rivendicasse il censo feudale del Regno. La scelta cadde su Pietro Menzi da Vicenza, vescovo di Cesena, e al suo fianco fu messo appunto il G. Ma la missione non riuscì a spuntare l'irremovibile atteggiamento di Ferrante (luglio-ag. 1487). Allora, volendo il Papa stringere attorno all'Aragonese una rete di ostilità, nel sett. dello stesso anno il G. fu inviato prima a Firenze, e poi (ott. 1487) a Milano. Malgrado la destrezza diplomatica dell'uomo scelto a tale compito, le mire papali fallirono ancora una volta, e trionfò invece la politica equilibratrice di Lorenzo de' Medici. Nel 1491, per invito di Lorenzo de' Medici, il G. cominciò a impartire l'educazione al figliuolo del Magnifico, Giovanni, già cardinale e destinato ad ascendere il soglio papale con il nome di Leone X. Alla morte di Innocenzo VIII il G. ritornò a Volterra, e quivi attese a scrivere un diario degli avvenimenti succeduti dal 1479 in poi, fonte importantissima per la storia di questo periodo (si arresta al 1434: ed. a cura di E. Carusi nella nuova ristampa dei RIS, XXIII, 111). Nel 1512 fu nominato vescovo di Segni. Quando il card. de' Medici fu creato papa la sede vescovile gli fu mutata con quella più importante di Aquino (1513) e tre anni dopo, nel sett. 1516, il G. morì.
Carlo De Frede