GIACINTO DA CASALE MONFERRATO

GIACINTO da Casale MONFERRATO. - N. a Casale dai conti Natta il 21 genn. 1575, m. ivi, il 18 genn. 1627. Studiò lettere a Pavia, scienze a Salamanca, legge a Bologna e acquistò pratica di diplomazia alla corte ducale di Mantova. Entrato nel 1601 fra i Cappuccini veneti, si dedicò con libertà apostolica alla predicazione, esercitando sulle folle una vigorosa opera riformatrice.

Alla Dieta di Ratisbona del 1613, quale teologo del card. Madruzzi, si oppose con successo alla politica di concessioni ai protestanti, a cui tendeva l’imperatore Mattia; indusse Ferdinando II a concedere l’elettorato palatino al duca di Baviera, conservando la maggioranza ai cattolici e superando con intensa attività e frequenti viaggi nelle corti d’Europa pericolose opposizioni di principi; rappacificò i duchi di Parma e Mantova; persuase Gregorio XV ad occupare con truppe pontifice la Valtellina per conservare l’equilibrio ed evitare la guerra fra le potenze europee.

Oltre a scritti politici smarriti, lasciò inedito un questionale; compose alcuni opuscoli ascetici e un’opera sulla povertà francescana, tradotta in varie lingue.

BIBL.: Davide da Portogruaro, P. G. da C. e la sua opera attraverso i dispacci degli ambasciatori veneti (1621-27), Venezia 1929; id., P. G. da C. e una pace ignorata fra i duchi di Parma e Mantova, in Collectanea franciscana, 12 (1942), pp. 329-350, 417-429; G. Crisostomo da Cittadella, P. G. conte Natta da C. Ord. Min. Cap. nella sua predicazione, Verona [1948]; id., Corrispondenza epistolare fra mons. Auguchi e P. G. da C., in Collectanea franciscana, 18 (1948), pp. 285-300. Per altra bibl. cf. id., Biblioteca dei Frati Minori Cappuccini della provincia veneta, Padova 1944, pp. 126-28.