GIACINTO, SANTO

GIACINTO, santo. - Domenicano, di nobile famiglia polacca, forse Odrowaz, n. a Gross-Stein nella Slesia verso la fine del sec. XII, m. a Cracovia il 15 ag. 1257. Ancor giovane fu fatto canonico della cattura dalle di Cracovia dal vescovo Ivo. Completata la sua formazione scientifica in uno studio generale (a Bologna?), tornò a Cracovia, ove fu valido aiuto del vescovo nel governo della diocesi. Il vescovo stesso nel 1218 lo scelse come socio e consigliere in un viaggio a Roma, alla corte pontificia.

Qui G. si incontrò con S. Domenico, che lo ricevette nell’Ordine con altri due compagni, Ceslao ed Ermanno, anch’essi del seguito del vescovo Ivo. Nel 1219 fu inviato con i compagni in Polonia dallo stesso s. Domenico e fondò, lungo il viaggio, un convento a Friesach nel Kärnten. Un secondo convento fu fondato da G. a Cracovia nella parrocchia della S. Maria Trinità, dove egli dimorò fino al 1222; e un terzo ne fondò nel 1223 a Kiev, dopo una esecuzione apostolica tra i Vandalii della Moscova. Nel 1226, fondato a Danzica un nuovo convento, tornò a Cracovia. Fu l’iniziatore delle missioni domenicane della Rutenia. Venne canonizzato da Clemente VII nel 1594. Festa il 17 ag.

BIBL.: Acta SS. Augusti, III, Parigi-Roma 1867, pp. 309-70; L. Cwikinski, De vita et miraculis s. Iacchonis (Hyacinthi) Ordinis Fratrum Praedicatorum, autore Stanislao lectore Cracoviensi eiusdem ordinis, in Monumenta Poloniae historica, IV, Leopoldi 1884, pp. 818-903; D. Bertolotti, Vita di S. G., 2 voll., Roma 1903; B. Altaner, Die Dominikanermissionen des 13. Jahrhunderts, Habelschwerdt 1924, pp. 196-225; R. J. Loenertz, Les origines de l’ancienne historiographie dominicaine en Pologne, II, Abr., 1948; Ham Bzowski, in Archivum Fratrum Praedicatorum, 19 (1949), pp. 49-94.

ICONOGRAFIA. - Fin dai tempi della sua canonizzazione (1594), si hanno alcune raffigurazioni iconografiche del Santo, quali la sua leggenda dipinta da Francesco Vanni nella chiesa di S. Domenico a Siena, la pala d’altare di Antevuto Gramatica nella chiesa polacca di S. Stanislao a Roma con il Salvatore fra tre santi polacchi, gli affreschi di Federico Zuccari nella chiesa di S. Sabina a Roma, ove è anche raffigurato in una pala d’altare di Lavinia Fontana. Il quadro con s. G. nella chiesa di S. Maria della Scala a Roma sembra invece una copia settecentesca di un dipinto scomparso di Antevuto Gramatica, fatto per la detta chiesa nel 1602. S. G. viene rappresentato quale un domenicano di media età; talvolta in piedi su di un mantello in mezzo ad un fiume; tale raffigurazione allude al suo miracolo del passaggio della Vistola.

BIBL.: M. Nowodworski, Jacek, in Encyklopedia Koicielna, VIII, p. 354 (con bibl.) Witold Wehr