GIACOMO di MOLAY. - Ultimo gran maestro dell'Ordine dei Templari. N. probabilmente presso Cintrey (Alta Saona) verso il 1244. Ammesso nell'Ordine dei Templari nel 1265, partì per la Terra Santa verso il 1270. Visitatore dei Templari in Inghilterra nel 1293, eletto gran maestro nel 1294, risiedette a Cipro dove fu trasferita la sede dell'Ordine dopo la perdita di S. Giovanni d'Acri (1291). Chiamato presso Clemente V il 6 giugno 1306, difese l'Ordine contro il progetto di fusione con gli Ospitalieri di S. Giovanni di Gerusalemme e si dichiarò partigiano d'una nuova Crociata (vedere le sue memorie del 1306-1307, S. Baluze-G. Mollat, Vita Paparum Avenionensium, III, Parigi 1921, pp. 145-54).
Arrestato per ordine di Filippo il Bello, il 13 ott. 1307, con tutti i Templari di Francia, egli ebbe a rispondere delle voci infamanti contro l'Ordine. Dominato dalla paura, fece il 24-25 ott. 1307, davanti alla Facoltà di teologia di Parigi e la gente del Re, delle dichiarazioni che ritratto nella susseguente primavera davanti ai commissari pontifici.
Il Papa si riservò la continuazione dell'affare (febbr. 1308). Ma una campagna di libelli, le accuse contro l'Ordine portate davanti all'Assemblea dei notabili a Tours (11-20 maggio 1308), l'intervista a Poitiers con il Re (27 giugno 1308) e nuove dichiarazioni dei detenuti a Chinon (ag. 1308) ebbero ragione delle resistenze di Clemente V.
Nel nov. 1309, G. non rinnovò le sue confessioni, ma non difese l'Ordine. La sua attitudine contraddittoria ha dato luogo a controversie. Sembra che abbia agito sotto l'impulso della paura. In seguito alla soppressione dell'Ordine dei Templari (3-11 marzo 1312) tre cardinali lo condannarono alla detenzione perpetua. Il Consiglio del Re gli applicò il supplizio del fuoco il 18 marzo 1314 a Parigi, nell'isola della città. G. spirò dichiarando innocente il suo Ordine.