GIENZAH. - Termine ebraico da gânaz, d'or-
gine persiana, che significa: «(deposito del) tesoro»,
«rispostiglio». Vi si deponevano i rotoli sacri del
Pentateuco, singole pagine della Bibbia e dei libri
di preghiera e arredi sacri fuori uso, oggetti che con
il tempo venivano sotterrati nei cimiteri.
In origine g. indicava l'atto del seppellimento degli
oggetti di cui sopra e così pure degli scritti di eretici.
Secondo notizie talmudiche i libri dei Proverbi, Eccle-
siaste e Ezechiele corseo il pericolo di passare in g. Un
rotolo della Tôrâh fuori uso veniva sepolto talvolta in una
girara di terracotta assieme alla salma di un dotto.
A notevole importanza a causa del materiale stori-
rico ben conservato assunse la g. di al-Fustâf presso il
Cairo. Fra altri preziosi documenti vi fu trovato il testo
ebraico del Siracide (v. ECCLESIASTICO) e quelli riguardanti
la setta di Damasco.